12 Anni Schiavo

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Eccoci con uno dei film protagonisti di questo periodo e che, con tutta probabilità, lo sarà anche nella notte degli oscar, sperando di portare a casa qualche statuetta malgrado l’agguerritissima concorrenza. Beh, niente da dire, questo 12 Years Slave è veramente tanta roba. Un film lungo più di due ore, il cui genere potrebbe portare facilmente all’assopimento, ma che in realtà mi ha emozionato e tenuto incollato allo schermo con la massima attenzione per tutta la durata della proiezione… e dire che le occasioni per addormentarsi ci sono, vista la presenza di frequenti tratti di silenzio e di lunghe scene statiche. La potenza della storia però rende tutto più bello e lo spettatore rimane completamente assorto nella visione. Storia resa ancora più significativa dal fatto che sia vera, basata sul racconto autobiografico di Solomon Northup, uomo libero, rapito e reso schiavo, costretto a passare 12 lunghissimi anni della sua vita come manodopera gratuita al servizio dei signori delle piantagioni nei dintorni di New Orleans. Un mondo duro, anzi, durissimo, che Steve McQueen ci racconta con estremo realismo e senza fronzoli. Tutto questo è reso possibile anche dalla presenza di un grande cast, a cominciare dal protagonista: Chiwetel Ejiofor. Nel ruolo di antagonista principale troviamo poi Michael Fassbender, potente e crudele latifondista, conosciuto in tutto il paese per i suoi metodi brutali. Non vi basta? ecco dunque Brad Pitt (anche produttore della pellicola), in un ruolo abbastanza limitato, ma senza dubbio importantissimo… e c’è pure Sarah Paulson, che abbandona i suoi ruoli in American Horror Story per gettarsi in orrori più reali, direttamente dal passato degli Stati Uniti D’America. Incredibile pensare quanto il mondo sia cambiato in meglio in questi anni, inconcepibile che possa esistere ancora chi discrimina le persone per il colore della pelle. A tutti questi consiglio una visione multipla di questo film, il miracolo che i loro neuroni possano cominciare a funzionare è difficile, ma con la spinta giusta potrebbe anche accadere…

ecco il trailer:

Passiamo però alla trama, che probabilmente avrete già intuito dal titolo e dalla mia introduzione… Solomon è un uomo libero che vive a Saratoga, New York. Padre di famiglia, marito fedele, bravissimo violinista. Viene tratto con l’ingannevole proposta di un tour a Washington e fatto ubriacare. Si risveglierà il giorno dopo incatenato, senza più nome e libertà. Platt (così viene chiamato ora) viene trasportato a New Orleans e venduto come schiavo ad un padrone abbastanza benevolo, il signor Ford (Benedict Cumberbatch). Platt mostrerà subito la sua intelligenza fuori dal comune e le sue grandi abilità, che però non faranno altro che peggiorare la sua situazione. Il guardiano John Tibeats (Paul Dano) renderà la sua vita ancor più difficile, fino al punto di tentare di impiccarlo. Il padron Ford riuscirà a salvare il suo schiavo prediletto, ma si troverà costretto a venderlo all’unico acquirente disponibile: Edwin Epps (Michael Fassbender), signore sadico ed arrogante, con la fama di padrone duro e vendicativo. Solomon si trova così immerso nella dura vita delle piantagioni di cotone, dove conoscerà Patsey (Lupita Nyong’o), schiava “prediletta” del padrone, con la quale condividerà anni di agonie e torture fisiche e psicologiche, sperando di riuscire un giorno a ritrovare la libertà.12-anni-schiavo-protagonistiUna storia veramente potente, che Steve McQueen riesce a rendere bene, anche grazie all’aiuto di un cast molto preparato. Pioggia di nomination agli Oscar e ai Golden Globe, dai quali però è tornato a mani vuote… come detto la concorrenza è tanta: American Hustle, The Wolf Of Wall Street, Gravity, Nebraska, Dallas Buyers Club… Ecco tutte le nomination valide per la notte degli Oscar:

  • Miglior film
  • Miglior regista (Steve McQueen)
  • Miglior attore (Chiwetel Ejiofor)
  • Miglior attore non protagonista (Michael Fassbender)
  • Miglior attrice non protagonista ( Lupita Nyong’o)
  • Miglior sceneggiatura non originale
  • Miglior scenografia
  • Miglior montaggio
  • Migliori costumi

12-anni-schiavo-fassbenderInsomma, tanta roba, ma le probabilità che se ne torni a casa a mani vuote sono alte… ciò non toglierebbe nulla alla bellezza di questo film, uno di quelli che lasciano qualcosa a chi li guarda. Chiwetel Ejiofor ci regala un’interpretazione davvero emozionante, che merita di essere vista in lingua originale. Pochi dialoghi, ma sempre di grande effetto, in particolare quelli che coinvolgono il canadese Samuel Bass (Brad Pitt). Poche scene per il produttore della pellicola, che per l’occasione sfoggia una barbetta semi-bianca, ma sicuramente un ruolo molto importante ai fini della trama. Bravissimo Michael Fassbender, capace di farsi odiare al punto giusto, come richiesto dal suo personaggio estremamente negativo. Bradley Cooper e Jared Leto saranno i suoi rivali per la statuetta, ma questa interpretazione meriterebbe sicuramente un riconoscimento. Lupita Nyong’o entra bene nella parte: una donna devastata dalle attenzioni sgradite che il padrone le riserva, una vita ancor più terribile di quella degli altri schiavi.

L’anno scorso, sempre in questo periodo, ci eravamo potuti godere il Djiango di Quentin Tarantino. Tematiche simili, due modi completamente diversi di trattarle, ma entrambi estremamente validi. Il merito maggiore di questo film? Ovviamente il saper raccontare una storia così cruda e realistica senza troppi fronzoli, ma aggiungerei anche il saperlo fare senza annoiare lo spettatore, mantenendo la sua attenzione alta per tutte le due ore e passa di proiezione. Molto particolare anche la presenza di alcune scene completamente statiche di durata prolungata, vedi quella dell’impiccagione. Punti sui quali Steve McQueen vuole mettere l’accento, per segnare bene alcuni particolari importanti, come l’indifferenza e l’accettazione che è possibile scorgere nella scena appena citata.solomon-12-anni-schiavoNon so onestamente se andrò in cerca della versione cartacea delle vicende di Solomon Northup, molto più probabilmente andrò in cerca di un altro film con tematiche simili, uscito senza troppo clamore e che sembra essere stato un mezzo flop, ovvero The Butler. Questo 12 Anni Schiavo rimane una bellissima sorpresa, un film che insegna molto e che è capace di emozionare. Una storia vera e terribilmente realistica, un altro modo per raccontare uno dei periodi più cupi della storia americana. Da vedere.

 

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