Carrie – Lo Sguardo Di Satana

Carrie – Lo Sguardo Di Satana 4.25/5 (85.00%) 4 votes

carrie-poster-film-2013Finalmente, dopo innumerevoli rinvii, riusciamo a gustarci questo nuovo film dedicato a Carrie, personaggio uscito direttamente dalla penna di Stephen King. Un personaggio molto speciale, perchè Carrie è la prima protagonista di una lunghissima serie di romanzi, che il re del brivido ci ha regalato in più di quarant’anni di carriera. Uno scrittore popolare a livello mondiale, capace sempre di medritare l’attenzione di registi abili ed arrembanti, attirati dalle sue storie come l’orso Yoghi dai barbecue dei turisti. Non si contanto più le trasposizioni sul grande e sul piccolo schermo. Per quanto riguarda Carrie, come ben saprete, trattasi di un ritorno. Già nel lontano 1976 (due anni dopo l’uscita del romanzo) Brian De Palma mise in piedi un film sull’argomento, apprezzato pure dallo stesso King (una rarità). Nel 2014 ci riprova Kimberly Pierce, regista famosa per Boys Don’t Cry (1999) e poco altro. La statunitense lo fa avvalendosi soprattutto di due attrici di livello: l’elegantissima Julianne Moore e l’astro nascente Chloe Grace Moretz.

Ecco qui l’articolo di presentazione: Prossimamente Al Cinema – Carrie

La recensione del libro: Carrie – Stephen King

Mentre se cercate le differenze tra libro e film: Carrie – Libro Vs. Film

Il Trailer:

Partiamo dalla trama. Carrie è una ragazza che  frequenta l’ultimo anno di scuola in un liceo di Chamberlain (Maine). Ragazza discretamente carina, ma molto timida. Timidezza frutto soprattutto dell’educazione fornitagli dalla madre, un’estremista cattolica (se così si può definirla), fissata col peccato e convinta che sua figlia sia un dono del demonio. Questo pensiero è motivato dal particolare potere di Carrie, che si presenta come una moderna strega. La ragazza infatti possiede il dono della telecinesi e riesce a spostare anche grossi oggetti con l’uso del pensiero. Una versione tetra di E’ Quasi Magia Jhonny? Non esattamente direi…

Carrie vive un’adolescenza difficile, resa tale dal bullismo e dalle azioni della madre (completamente fuori di testa). Proprio il bullismo si rivelerà determinante nel risveglio del potere latente. Il disastro si compirà durante il ballo di fine anno del suo liceo, al quale Carrie partecipa per via di un misericordioso piano di Sue, una compagna di classe pentita. Purtroppo la bella serata si rivelerà un massacro a causa di uno scherzo estremamente malvagio, orchestrato dalla nemica giurata di Carrie, Chris. Sarà l’inizio di un inferno lungo una notte per la città di Chamberlain…carrie-2013-moretzPrima di vedere questo film ero seriamente preoccupato, per via della difficoltà evidente nel riuscire a rendere al meglio una storia simile, che parla di bullismo più che di massacri. La tentazione di ricorrere ad una valanga di effetti speciali, perdendo di vista il vero significato della pellicola, sarebbe potuta rivelarsi irrinunciabile… devo dire però che Kimberly Pierce ha fatto davvero un ottimo lavoro, riuscendo a rendere al meglio gran parte della storia, rendendo bene i personaggi e trasportando senza danni una storia ambientata negli anni 70 ai giorni nostri. Poco male se, volendo essere pignoli, il finale mi è risultato un po’ pesante e pieno di moralismi gratuiti. Parlerò delle differenze tra libro e film in un articolo dedicato, qui voglio concentrarmi sugli attori, lodandone qualcuno e rimandandone altri.

carrie2013-mooreJulianne Moore perfetta. Niente da dire. Un ruolo estremamente difficile, molto diverso da quelli a cui la polifunzionale attrice americana è più spesso abituata. Solo poche settimane fa la vedavamo nei panni della milfona in Don Jon, ora eccola qui a lanciare anatemi biblici con la faccia devastata dalla pazzia. Attrice eccezionale, di una professionalità ed un’abilità incredibile. Una carriera piena di premi, che spero sia ancora molto lunga e ricca di soddisfazioni. Complimenti alla produzione per la lungimirante scelta, non proprio così scontata. Un ruolo davvero interpretato alla grande, che rilancia immensamente un personaggio così importante nel contesto, come la madre di Carrie.

Protagonista principale è però Chloe Grace-Moretz, giovane prodigio che abbiamo già apprezzato in Kick-Ass ed Hugo Cabret. Un ruolo per la verità molto simile a quello di Hit Girl nel secondo Kick-Ass. La solita ragazza con difficoltà a relazionarsi, con però un’abilità segreta e potenzialmente devastante. Io personalmente sono tra quelli che vedono in quest’attrice un grandissimo prospetto, con naturali cadute tipiche della sua età così incostante. Molti però la odiano e parte di questi ha iniziato una campagna di critica a priori quando è stato annunciato il suo ruolo in questo film. Credo che la Moretz, con il suo bel visino, sia quanto di più lontano ci possa essere dal personaggio principale di un film horror. Attenzione però, Carrie è molto più di questo e lo stesso King non fa menzione alla bruttezza del suo personaggio principale… dunque, secondo me, la scelta di questa attrice per un ruolo così delicato non risulta poi così azzardata. La Moretz se la cava benissimo per tre quarti del film, ma diventa a mio parere abbastanza disastrosa nel finale. Troppo spigolosa nei movimenti, troppo poco capace (a differenza di Julianne Moore) di ricreare quel linguaggio del corpo da persona impazzita che Carrie doveva avere, poco adatta nel ruolo di angelo della morte.

Parlando di spigolosità… Gabriella Wilde. Cercatevi qualche foto su internet e lustratevi gli occhi… ma non basta la bellezza per essere una brava attrice. Ingessata e poco adatta al ruolo, mostra tutta la sua inadeguatezza nella scena finale. Qui che si sarebbe dovuto scegliere l’interprete in maniera più accurata. Molto più adatta al ruolo la focosa Portia Doubleday nei panni della vendicativa Chris. Piacevole pure Ansel Elgort (chi?!) nel ruolo del figaccione Tommy.

carrie-2014-julianne-mooreCome dicevo il punto di forza del film sta soprattutto nell’essere riusciti a riceare bene il romanzo originale, andando a focalizzare abilmente sui punti salienti. Ho apprezzato moltissimo la capacità di Kimberly Pierce di rendere estremamente attuale una storia originariamente ambientata negli anni ’70. Il cyberbullismo è la nuova frontiera della cattiveria adolescenziale e sempre più autori tentano di trattare l’argomento. Sto appunto leggendo un libro che parla anche di questo (Incubi Di Morte di Sharon Bolton), mentre al cinema potete trovare un titolo caldo come Disconnect. Ognuno tratta questi temi a suo modo, essendo più o meno originale, trasmettendo il messaggio in maniera più o meno potente. Carrie non delude da questo punto di vista e riesce ad assere molto reale e veritiero, nonostante la grande fantasia dei temi trattati… ottimo lavoro!

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