Charlotte Link – Giochi D’Ombra

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Giochi d ombra_Sovra.inddInizio questo thriller quasi a scatola chiusa, non sapendo bene cosa aspettarmi e non avendo mai avuto esperienze dirette con Charlotte Link, autrice tedesca di romanzi storici e thriller di stampo psicologico. Mi trovo di fronte un libro (pubblicato in Italia nel 2014) atipico e molto particolare, con una struttura che si differenzia enormemente da quella degli altri libri del genere con cui mi confronto solitamente.

Trama: Cinque diverse persone riconoscono come responsabile delle loro disgrazie un unico uomo: David Bellino. Ricco, senza scrupoli e senza amici. Eppure da ragazzo questi erano i suoi amici. Ma adesso è arrivata l’ora della resa dei conti. Insieme, i cinque cercano di interrompere il circolo vizioso che li tiene legati al passato. Sono mossi dalla speranza di dissipare le ombre dei ricordi e di liberarsi di pericolose relazioni sentimentali e oscuri segreti. Soprattutto sono convinti che con la Morte di David Bellino potranno finalmente ricominciare a vivere. Tutti hanno un movente…

Questo thriller lascia l’aspetto investigativo (pur presente) in secondo (ad essere generosi) piano e si concentra soprattutto sulle vite dei quattro personaggi sopra menzionati e della bella Laura, tutte intrinsecamente legate alla figura di David Bellino. La vittima è una sorta di uccellaccio del malaugurio, capace di rovinare con la sua sola presenza la vita dei suoi “amici”. Non si tratta di una storia di amicizia perduta, perchè stiamo parlando di qualcosa di molto diverso,più simile ai rapporti di convenienza che si stringono nella discutibile alta società londinese (e non solo).

Charlotte Link se la prende molto comoda nel raccontarci la vita  dei protagonisti, ma in un modo che appare sempre più artificioso e poco convincente. I temi trattati sono sostanzialmente tre: il destino, l’odio e la durezza della vita. I nostri protagonisti hanno sperimentato tutte le sfaccettature di questi tre punti cardine ed il racconto prolungato di tutte le loro vicende fa sembrare questo Giochi D’Ombra più simile ad un libro drammatico che a un thriller. Nelle intenzioni dell’autrice probabilmente questo modo d’agire dovrebbe fornire il materiale per esprimere un giudizio personale sulla vittima, sui suoi “amici” e sul colpevole, ma l’obiettivo viene perso di vista con il passare delle pagine. Tutto, come già dicevo, sembra troppo artificioso e creato a puntino. Cosa non di secondaria importanza: la soluzione dell’enigma è fin troppo banale.

Come già detto l’indagine passa in secondo piano, così come la figura dell’ispettore Kelly, totalmente secondaria e francamente inutile, più simile ad uno sprovveduto detective Goro (quello di Conan) che ad un sagace Cormoran Strike (vedi: Il Richiamo Del Cuculo della Rowling). Il mio richiamo a Robert Galbraith (alias J.K. Rowling) non è casuale, in quanto mi viene naturale definire Charlotte Link come il più inglese degli autori teutonici. Iniziando Giochi D’ombra pensavo onestamente di gustarmi un bel thriller germanico, ma per stile e temi trattati questo libro si avvicina molto a quelli delle grandi colleghe britanniche.

Un romanzo che non è riuscito a convincermi del tutto, ma che non boccio comunque totalmente, probabilmente per lo stile e la lettura molto scorrevole. Charlotte Link ha scritto molto altro e penso valga la pena non fermarsi all’esperienza negativa di questo romanzo, ma tentare nuovamente l’assalto a questa autrice tramite opere più conosciute, come Nobody.

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