Citazioni: Shift – Hugh Howey

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hugh-howey-shiftEcco qualche frase che mi sono segnato durante la lettura di Shift di Hugh Howey, secondo capitolo della trilogia del Silo. Se cercate la recensione seguite questo link: Shift -Hugh Howey

«Dimmi un po’, Donny, sei capace di mantenere un segreto?»
«Sono stato eletto, no?»
Il senatore Thurman sorrise. «E quindi probabilmente hai imparato la lezione migliore sui segreti.» Prese la bottiglia e la sollevò a mo’ di brindisi. «Negare sempre.»

Thurman & Donald

 

Dall’altro lato della strada riecheggiarono delle urla. Due senzatetto litigavano sotto la pioggia per una busta di lattine. Altri ombrelli vennero scrollati, e altri abiti eleganti fluirono nel ristorante. Una città incaricata di governare tutte le altre non riusciva nemmeno a badare a se stessa. Un tempo quelle cose gli davano da pensare.

 

La fine era davvero vicina. Se lo sentiva nelle ossa. Glielo diceva l’ansimante sferragliare del silo con i bulloni allentati e le giunture arrugginite, lo vedeva nel modo in cui ormai la gente camminava con la testa incassata nelle spalle, le proprie cose strette al petto. La fine era vicina, per tutti loro. Suo padre ne avrebbe riso, ovviamente. A Mission parve quasi di poterne sentire la voce mentre gli spiegava che la gente diceva le stesse cose quando lui e suo fratello non erano ancora nati, che era l’arroganza di ogni generazione a riportare sempre in auge quell’idea, perché tutti credevano che la propria epoca fosse speciale, che ogni cosa si sarebbe conclusa con loro. Suo padre sosteneva che era la speranza a far nascere quei pensieri sulla fine, non la paura. Le persone parlavano dell’arrivo della fine con sorrisi malcelati. Pregavano per non andarsene da soli. Speravano che nessuno mai potesse avere la fortuna di venire dopo e vivere felice in loro assenza.

 

 Se tutti stavano cercando di non aver più bisogno degli altri, in che modo questo li avrebbe aiutati a vivere meglio insieme?

 

«So che vuoi delle risposte, figliolo. Le vogliamo tutti. Questo è un mondo crudele. Lo è sempre stato. Io ho passato tutta la vita a cercare modi per renderlo migliore, per ricucire le cose, sognavo un ideale. Ma per ogni illuso come me ce ne sono altri dieci che tentano di distruggere tutto. E basta che uno solo di loro abbia fortuna.»

Erskine

 

«Disse che standosene lì seduto a guardare te – o chi ti aveva preceduto – alla scrivania, imparando a conoscerti… spesso pensava che il mondo sarebbe stato molto migliore con persone come te al comando.»
«Persone come me?» Donald scosse il capo. «Che cosa significa?»
Erskine sorrise.
«Gli chiesi esattamente questo. E mi rispose che a lui pesava molto dover fare ciò che sapeva essere corretto, logico e razionale. E quanto sarebbe stato più semplice, quanto sarebbe stato meglio per tutti noi se al comando ci fossero state invece persone abbastanza coraggiose da fare ciò che era giusto.»

Donald & Erksine

 

Donald cominciava a pensare che l’umanità fosse stata trascinata a un passo dall’estinzione da una serie di pazzi saliti al potere in successione, ciascuno convinto che gli altri sapessero quello che facevano.

 

«Prevedi l’inevitabile, prima o poi avrai ragione.»

Corvo

 

Era lui a cercare di proposito delle somiglianze? Non era così che facevano tutti? Vedevano negli altri ciò che temevano o speravano di vedere in se stessi?

 

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