Il Diario Di Alonzo Typer – H.P. Lovecraft

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9781447404897_p0_v2_s260x420Altro racconto di Lovecraft del ciclo di Cthulhu, appartenente a quelle opere che l’autore americano scrisse per conto terzi o revisionò. Il Diario Di Alonzo Typer è per l’appunto la revisione di un racconto di William Lumley, pubblicato nel 1935.

Si tratta di una breve storia composta essenzialmente da due parti. La prima rappresenta una sorta di introduzione agli eventi scritta da una persona sconosciuta, essa serve a contestualizzare la parte seguente, consistente nell’estratto di alcune pagine di diario, scritte di proprio pugno da Alonzo Typer. Questi è il classico protagonista lovecraftiano: erudito e appassionato dell’occulto, amante dei viaggi nelle località più misteriose, intimorito da una verità sconvolgente, ma non in grado di sottrarsi al richiamo dell’ignoto.

Il signor Typer, seguendo i suoi studi, si recherà in una vecchia villa abbandonata, posseduta un tempo da una bizzarra famiglia di migranti olandesi assai inquietanti e costruita in una zona famosa per ritrovamenti dal sapore esoterico, come un complesso circolare di pietre risalente ad un’epoca antichissima. Prima di Alonzo Typer già altri studiosi furono attratti dal richiamo irresistibile della casa, scomparendo però nel nulla dopo pochi giorni. Ciò non spaventa il nostro protagonista, che si addentrerà in un luogo chiaramente posseduto da creature immonde ed orribili, che trovano dimora nella misteriosa cantina dimenticata da tempo.

Un racconto che promette bene, ma che lascia l’amaro in bocca per un finale forse un po’ troppo brusco. Interessantissimo il tentativo di Lovecraft di creare un luogo reale dotato di una propria volontà, sede del male e di pratiche ignobili. Vi ricorda qualcosa? Questo concetto, seppur radicalmente evoluto, sarà ripreso da numerosi autori moderni, tra cui l’esempio più famoso forse è quello di Stephen King con Shining. Un racconto che come vi dicevo è molto breve e che si legge in meno di un’ora. Lovecraft decide di dare alla storia un finale in accordo col suo stile, che prevede epiloghi molto aperti alla fantasia del lettore. Questa volta però lo fa in maniera un po’ troppo brusca, che ben si addice al tipo di storia, ma che lascia un pelo di amaro in bocca. Magistrale come al solito il modo con cui l’autore americano riesce a creare i presupposti del brivido. Certamente un racconto da non perdere per gli appassionati dell’autore!

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