Hunger Games – La Ragazza Di Fuoco – Libro Vs. Film

Hunger Games – La Ragazza Di Fuoco – Libro Vs. Film 5.00/5 (100.00%) 3 votes

trailer-italiano-hunger-games-la-ragazza-di-fuocoUn articolo quasi obbligato, dopo aver visto La Ragazza Di Fuoco (davvero bellissimo), letto tutti i libri (finiti un annetto fa) e scritto tempo fa un articolo riguardante le differenze tra film e libro nel primo Hunger Games. La domanda che voglio pormi non è tanto “ma è meglio il libro o il film?”, ragionamento che credo non avrebbe senso, dato che ciascuno ha i suoi pregi e i suoi difetti. Voglio però puntare il dito su quei particolari che ho apprezzato nella trasposizione cinematografica, su quelli che non ho gradito e parlare un po’ ancora di questa bellissima saga.

Andando a leggere l’articolo riguardante il primo film, capirete come non mi siano piaciute molte delle numerose scene introdotte ex-novo, o alcune interpretazioni dei personaggi, in particolar modo Haymitch. Attenzione, do senza problemi una valutazione positiva al film, soprattutto per la capacità di saper coinvolgere spettatori che non partivano con la solida base dei libri letti. Però si poteva fare meglio, soprattutto in cabina di regia, dove Gary Ross in certi frangenti sfiorò l’anarchia totale.

la ragazza di fuoco- hunger games- logoTutt’altro discorso per quanto riguarda La Ragazza Di Fuoco. Gary Ross si è rifiutato di dirigere questo secondo episodio e l’onore (e l’onere) è ricaduto su Francis Lawrence. Un cambiamento che è impossibile non notare. Lawrence già in passato si cimentò con ottimi risultati nel portare al cinema un romanzo di grande successo. Penso avrete visto tutti Io Sono Leggenda, un film eccezionale soprattutto per la grandiosa interpretazione di Will Smith e le bellissime scenografie. Un film che però si discostava in più punti dal romanzo originale di Richard Matheson, premessa che ben si addice al riscontro di numerose differenze tra versione cartacea e cinematografica. Lawrence sembra però muoversi in modo diverso, imparando dagli errori (se mi è lecito chiamarli in questo modo) di Gary Ross e proponendoci un film molto fedele al romanzo di Suzanne Collins.

La trama ovviamente è la stessa. Non ci sono evidentissime aggiunte di personaggi, ma qualcuno viene clamorosamente dimenticato, anche per l’eredità lasciataci dal primo episodio. La figlia del sindaco, Madge, viene ancora una volta totalmente accantonata, come pure la figura del padre. L’unica amica (o la persona si avvicina di più a questo ruolo) di Katniss non compare nemmeno in La Ragazza Di Fuoco, dove pure continuerebbe ad avere un ruolo abbastanza importante. Ricordiamo infatti che fu lei a regalare la tanto famosa spilletta a Katniss, creando così il simbolo della rivolta. Un personaggio che verrà eclissato anche nel terzo film, un po’ un peccato.

hunger-games-poster-itaAltre due figure completamente dimenticate: i profughi che Katniss incontra nel bosco del Distretto 12. Scelta molto azzardata, dato che questo incontro rappresenta una delle parti clou della prima parte del libro e step fondamentale per introdurre il terzo. Un episodio molto ben architettato dalla Collins, che insinua così nel lettore il dubbio sulla reale esistenza del Distretto 13. Lawrence se ne infischia totalmente, probabilmente per mancanza di tempo (il film già così è parecchio lunghetto), ma a parer mio inserire questa importante scena non avrebbe inciso così tanto sotto questo aspetto e avrebbe reso più interessante il tema dei rivoltosi e del saper riconoscere il tuo nemico.

Personaggi un po’ in ombra: senza dubbio i tributi favoriti, visti solo in una manciata di scene, non sono in grado di dare quel senso di costante minaccia che nel libro era tangibile. Mettiamoci anche i mentori degli altri distretti, in particolar modo gli amici di Haymitch, fondamentali per mettere in piedi il finale.

Personaggi resi male: Haymitch su tutti. Residuo insoluto dello scorso episodio, per dirla chimicamente. Come allora la sua figura viene un po’ troppo presentata come quella del burbero benefico, ironico ed ammiccante. Nel libro invece è un ubriacone a tempo pieno, un doppiogiochista ed il suo tradimento nei confronti di Katniss è evidente. Pure la scelta dell’attore (Woody Harrelson) non è poi così felice: adattissimo nel ruolo di mago sbruffone in Now You See Me, un po’ meno in quelli del mentore del Distretto 12. Personalmente avrei puntato su un altro cavallo. In questa categoria mettiamoci pure il presidente Snow. L’attore ne da un’immagine pessima, con un’aria a metà tra un Babbo Natale da centro commerciale ed il Paolo Villaggio degli ultimi tempi. Ingenuo, non riesce a trasmette quell’aurea di disgusto propria del personaggio della Collins. Pure il doppiaggio da santone non aiuta, così come la mancanza di attenzione sulle sue rose, tanto odiate dalla Katniss cartacea. Snow dovrebbe essere un personaggio scaltro e subdolo a livelli stratosferici, l’esagerazione del politico corrotto e pronto a qualsiasi mezzo per ottenere i suoi fini. Molto rivedibile dunque questa interpretazione.

Personaggi totalmente inventati: la nipote di Snow, proprio non me la ricordo. Devo aggiungere pure che non serve a un granchè in questo film, ma probabilmente risulterà utile per una scena del quarto (ricordatevi che Il Canto Della Rivolta verrà spezzato in due). Chi ha orecchi per intendere…

Hunger-Games-La-Ragazza-di-Fuoco-katniss-peeta-effiePersonaggi ben riprodotti: diamo anche i meriti, che a dirla tutta sono ben più dei demeriti. Katniss è perfetta, interpretata da Jennifer Lawrence in maniera magistrale. La giovane attrice riesce ad incarnare ogni aspetto della ragazza di fuoco, trasmettendoli in maniera egregia allo spettatore. Ribadisco che trovo infondate certe critiche che ho sentito sul suo conto. Un’altra ottima prova, che va ad aggiungersi ad un curriculum sempre più ricco. Molto bene anche Peeta, il quale scala parecchie posizioni nel cuore del pubblico femminile. Tenerone. Un po’ esagerata la presenza di Effie, ma senza dubbio azzeccata. Cinna: Lenny Kravitz è un mito, personaggio molto ben riprodotto grazie ad una grande dose di trasformismo. Finnick, come già ribadito nella recensione, perfetto. Johanna rivedibile, ma nel complesso più che sufficiente.

Chiudiamo con il banale trinagolo amoroso: come già nel primo Hunger Games viene messo troppo al centro della scena. Quello che dovrebbe essere solo un contorno alla ribellione e alla sofferenza dei distretti assume una posizione dominante. Cosa a me non particolarmente gradita. Chiaro l’intento di preparare il terreno allo scontro Gale/Peeta nel prossimo film, ma probabilmente si è esagerato. La Collins era riuscita ad integrare questo triangolo (comunque fin troppo banale e scontato) nella trama senza fargli prendere il sopravvento, come invece spesso accade nel film.

Differenze sostanziali nelle scene e nella trama comunque non ce ne sono. Un film che è rimasto molto fedele al romanzo della Collins, fatto che ho particolarmente apprezzato e che penso sia basilare per una buona trasposizione cinematografica. Prima libro o prima il film? Assolutamente il romanzo. Consiglio a tutti coloro che non siano ancora entrati nel mondo di Hunger Games di prendere in mano il primo libro e leggerli tutti e tre d’un fiato, prima di gettarsi sui film. Una lettura molto veloce, grazie allo stile diretto dell’autrice, capace di non perdersi in troppe divagazioni. Buona lettura dunque! Tra un’annetto uscirà la prima parte de Il Canto Della Rivolta… inutile dire che sono già curiosissimo!

 

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