Hunger Games – La Ragazza Di Fuoco

Hunger Games – La Ragazza Di Fuoco 5.00/5 (100.00%) 3 votes

hunger-games-ragazza-di-fuoco-posterTornano gli Hunger Games e con essi le avventure di Katniss Everdeen, l’eroina dei Distretti di Panem. Secondo capitolo della trilogia (che sul grande schermo è diventata una tetralogia) partorita dalla mente di Suzanne Collins, un film che non bada a spese (budget di 150 milioni di dollari, doppio rispetto al predecessore) e che punta a stracciare ogni record d’incasso. Tanta pubblicità, tante trovate promozionali (vedi ennesima ristampa del libro con nuova copertina), lungo tour dei protagonisti (con la Lawrence & Co. presenti a Roma per la premiere il 14 Novembre). Le premesse per fare il boom ci sono tutte, attendiamo i dati del box office (nella prima settimana USA ben 161 milioni! Surclassato perfino un colosso come Thor: The Dark World). Ma lasciando da parte queste considerazioni economiche andiamo a parlare del film, che ho visto questo sabato (quasi un’impresa trovare un posto nonostante la miriade di sale dedicate). Per il trailer vi rimando all’articolo di presentazione.

La trama ricalca fedelmente (o quasi) quella del libro: Katniss (Jennifer Lawrence) è tornata al Distretto 12, dove vive in una nuova casa e con molti soldi, grazie ai premi dedicati ai vincitori. La ragazza ignora quasi totalmente Peeta (sempre innamorato di lei) e se la spassa col figaccione Gale. La cosa non va particolarmente bene al presidente Snow, che vorrebbe far continuare la finzione dei due innamorati per meri scopi politici. Infatti tutta Panem è in fermento: la vittoria di Katniss ha dato l’esempio ai vari Distretti, che hanno trasformato la ragazza in un modello di ribellione e coraggio. Snow arriva a minacciare Katniss (che si appresta a partire per il tradizionale Tour Della Vittoria), ordinandole di essere convincente nella sua finzione, per far credere al popolo di essere culo e camicia con Capitol City e stroncare sul nascere ogni rivolta.

Il risultato non sarà dei migliori, infatti le rivolte si espanderanno sempre di più. La punizione per Katniss sarà terribile. Snow proclamerà un’edizione della memoria in occasione dei settancinquesimi Hunger Games, la cui particolarità consiste nell’estrarre i tributi da coloro che hanno già partecipato e vinto i giochi. Obiettivo: eliminare la ragazza di fuoco e far capire che persino un vincitore è nulla di fronte al potere di Capitol City. La notizia sconvolge Katniss, Peeta ed Haymitch, unici vincitori del Distretto 12. La scelta dei tributi è più o meno obbligata, con la Everdeen unica donna e Peeta che si offre volontario.

Hunger-Games-La-Ragazza-di-Fuoco-katniss-peeta-effieSarà il ritorno di un incubo, con una differenza: questa volta gli avversari non saranno ragazzini spaventati, bensì terribili assassini, già in grado in passato di avere la meglio sull’arena. L’impresa a cui saranno chiamati Katniss e Peeta sarà terribilmente difficile, anche per colpa del nuovo capo degli strateghi Plutarch, chiaramente intenzionato a non lasciare viva la ragazza. La priorità per sopravvivere sarà trovare alleati, ma di chi ci si potrà fidare? Del bel Finnick Odair? Della sfacciata Johanna? Del cervellone Beete? Le scelte di Katniss e l’abilità diplomatica di Haymitch saranno fondamentali.

Un film piuttosto lungo (140 minuti), ma che mantiene completamente le attese. Prima di vederlo avevo sentito diverse critiche, sia alla Lawrence che al regista (Francis Lawrence). Critiche che personalmente ho trovato un po’ campate in aria, fatte giusto per remare contro corrente. La Lawrence, come al solito è bravissima e perfetta per il ruolo della Everdeen. Fisico atletico, sguardo determinato, ottime movenze. Perfetta per l’arena. Al regista (diverso rispetto a quello del primo episodio) diamo il merito di consultare maggiormente il libro della Collins, rimanendo molto più fedele a esso che il suo predecessore. Le uniche differenze stanno in qualche scena aggiunta e nell’enfatizzazione del triangolo amoroso e di alcuni personaggi (eredità dello scorso episodio). Arena feldelmente riprodotta e atmosfere cupe del Distretto 12 molto ben fatte. Manca totalmente la parte riguardo i profughi diretti al Distretto 13, che secondo me era parecchio importante. Per approfondire questa ed altre questioni aspettatevi un articolo Film Vs. Libro.

Detto della Lawrence parliamo degli altri. Haymitch (Woody Harrelson) viene messo un po’ in secondo piano, vedendo tagliato il minutaggio rispetto che nel primo film (nonostante rimanga uno dei presonaggi principali). Non interpretato benissimo questa volta, un po’ troppo supponente e meno divertente che in passato. Oltre a questo aggiungiamo una resa non perfetta del personaggio che ci aveva presentato la Collins. Peeta (Josh Hutcherson) scala invece posizioni, soprattutto per il pubblico femminile, il quale lo prende in simpatia per la sua tenerezza straripante. Personalmente l’ho trovato un po’ troppo barboso, ma noi maschi si sa che siamo insensibili… Non che Gale (Liam Hemsworth) sia meglio. Inizialmente facevo il tifo per lui, ma pagina dopo pagina (o scena dopo scena) l’ho odiato sempre di più. Ancora una volta abbastanza in ombra in questo secondo episodio, aspettiamoci un aumento del suo minutaggio nel successivo.Hunger-Games-Finnick-Odair Degna spalla della Lawrence è senza dubbio Finnick Odair (Sam Claflin), esattamente come me l’ero immaginato. Divertente e poderoso, un vero eroe con il suo tridente. Per quanto riguarda Johanna carattere reso alla perfezione, ma attrice rivedibile.

Un film che mantiene le attese e devo dire che non mi aspettavo diversamente. Rispetto al predecessore ha il merito di eliminare le parti morte nell’arena e di farci vivere l’ora finale tutta d’un fiato. L’azione è tanta ed i 140 minuti volano via molto agevolmente. Altro pregio: proporre tematiche simili a quelle già viste in passato, senza però risultare già visto e noioso. Un film che mi ha particolarmente divertito e che consiglio a tutti!

Chiudiamo con il seguito, il tanto atteso Hunger Games 3 (per così dire): Il Canto Della Rivolta. Un libricino non molto corposo, che personalmente mi aveva abbastanza deluso (un giorno vi spiegherò perchè). Discutibilissima la scelta di dividerlo in due parti (come sta diventando consuetudine holliwoodiana). La prima prevista per il 21 novembre 2014, la seconda per il 20 novembre 2015. Scelta che avevo apprezzato per Lo Hobbit (per fare un esempio), vista la vastità di cose da raccontare, ma che trovo abbastanza infelice per Hunger Games. Dovremo aspettare due anni per goderci il finale e soprattutto dovremo sorbirci un terzo film che si preannuncia abbastanza noioso, stando alla trama della prima parte del libro. Pronto per essere smentito…. tra un anno!

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