Il Sonnambulo – Sebastian Fitzek

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Il sonnambulo fitzekQuando inizi un libro di Sebastian Fitzek, scrittore tedesco specializzato in Psicothriller, devi essere veramente preparato a qualsiasi cosa. Questa nuova uscita, dal titolo Il Sonnambulo, non fa certo eccezione. Preparatevi ad intraprendere un nuovo sconvolgente viaggio all’interno della mente umana, un libro che arriva a colpire proprio nel punto dove siamo più vulnerabili: il sonno.

Leon Nader è un ragazzo che soffre di clinofobia (paura di addormentarsi e perdere il contatto con la realtà) con problemi di insonnia e paralisi notturna, cioè momenti in cui il cervello anticipa il corpo svegliandosi, ma rimane prigioniero di incubi a cui il soggetto assiste come paralizzato. L’infanzia di Leon è stata molto difficile a causa della morte dei genitori all’età di 10 anni e di numerosi incidenti provocati dal sonnambulismo, il peggiore dei quali quando lo trovarono in piedi davanti alla sorella dormiente con nelle mani un coltellaccio da cucina.

La teoria del suo psicologo è che questi episodi siano del tutto innoqui, in quanto è estremamente raro che un sonnambulo possa avere dei comportamenti violenti verso gli altri o se stesso. Leon comincia a diffidare di questa affermazione quando una mattina si sveglia vedendo la moglie Natalie che infila la sua roba in una valigia e scappa di casa, lasciando però il tempo al marito per scorgere una serie di lividi e ferite sul suo corpo.

Il tempo passa, Natalie non torna e Leon si convince di averle fatto qualcosa di terribile nel sonno. La situazione di stress per via del lavoro e della separazione lo porteranno a risvegliare i suoi problemi da tempo assopiti che si mostreranno sotto forma di terribile stanchezza, amnesie e oggetti rivelatori di una vita notturna da parte di cui Leon è del tutto ignaro.

Il ragazzo deciderà di installarsi una videocamera in testa e poi riguardare le riprese per scoprire che azioni compie nel sonno e quali di esse possano aver danneggiato la moglie fino a farla scomparire nel nulla.

Sarà l’inizio di un viaggio terribile all’interno di una casa che Leon credeva sicura, ma che si rivelerà piena zeppa di enigmi e misteriosi inquilini. Lo stesso Leon arriverà a dubitare fortemente della sua sanità mentale, continuando però nella su indagine per amore della moglie, nonostante sia perseguitato da avvenimenti insoliti e da terribili incubi.

Un libro in cui si perde il senso del tempo e dello spazio, pur rimanendo sempre all’interno del condominio di Leon. Sebastian Fitzek ancora una volta non si fa scrupoli a scavare nel nostro inconscio per colpirci dove siamo più vulnerabili o scandalizzabili. Se ne Il Bambino o ne Il Cacciatori Di Occhi trovava i suoi risultati con temi delicati come la pedofilia o l’omicio di bambini, questa volta decide di prenderci nel sonno, una scelta che può sembrare meno sconvolgente e che farà sbadigliare forse qualche lettore di vecchia data, ma a me l’argomento piace molto e credo rappresenti una bella novità. Bella anche l’idea di ambientare tutta la narrazione in uno spazio relativamente ristretto, facendolo sembrare infinito, mi ha ricordato molto 1408, seppur con argomenti abbbastanza diversi.

Un Thriller che abbandona parzialmente il macabro per spostarsi ulteriormente nel genere dello psico-thriller. Molto veloce da leggere, ci colpisce come uno schiaffo. Parlando di Carsten Stroud e di Niceville negli scorsi articoli vi dicevo di come non apprezzi l’idea della trilogia applicata al thriller. Ecco, Sebastian Fitzek è l’esempio lampante di quello che intendevo. Poco meno di 250 pagine intensissime, un libro denso di colpi di scena e fatti sconvolgenti, roba da togliere il sonno e non consigliata alle persone più suggestionabili. Vero, anche Fitzek è caduto in tentazione e ha diviso la serie de il cacciatore di occhi (di cui vi parlerò prossimamente) in due capitoli, ma il risultato quella volta è stato abbastanza apprezzabile essendo i due libri abbastanza indipendenti.

Roba da pazzi? Non credo. Non è forse questa l’essenza dello psicothriller? Fitzek la coglie benissimo, rimanendo in cima alla classifica degli autori più capaci di darti emozioni tramite la paura e la tensione.

Finale manco a dirlo totalmente inaspettato. Roba che solo un genio può concepire. “Pazzo come una volpe” leggevo in qualche pagina di L’Acchiappasogni di Stephen King, riferito al terribile Kurtz. Bene, una citazione che credo si adatti benissimo al nostro Fitzek, un genio capace di elaborare trame complicatissime e di immagazzinare in poche pagine una quantità enorme di fatti sconvolgenti. Tanti direbbero che è uno psicopatico, ma questo suo genere unico e questa sua capacità di trasmettere paura e angoscia sono cose difficili da trovare negli altri autori. Per questo e altro classifico questo Sonnambulo tra i migliori libri del 2013.

Tutto molto bello, ma finito un suo libro c’è bisogno di una pausa, troppi colpi di scena da assimilare e il bisogno concreto di uscire immediatamente dal mondo in cui ci siamo buttati. Un’esperienza comunque da non perdere!

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