Il Teorema Dell’Apocalisse – Mark Alpert

Il Teorema Dell’Apocalisse – Mark Alpert 4.00/5 (80.00%) 1 vote

Titolo originale: The Omega Theory.

il-teorema_dell-apocalisse-coverPer la serie: incominciamo un libro a caso. Mark Alpert è uno scrittore statunitense, specializzato in tecno-thriller d’azione, ovvero quel particolare genere che prende tecnologie e teorie scientifiche vere (il che non vuol dire che siano dimostrate o testate), gettandole in una trama veritiera e movimentata. Il Teorema Dell’apocalisse, uscito in Italia nel 2012, è il seguito naturale di un precedente libro di Alpert: L’Ultima Equazione. Ovviamente io, pescando a caso da una libreria digitale, ho mio malgrado iniziato dal seguito, come spesso mi succede. Devo dire che la mancata lettura del primo capitolo non preclude la comprensione del secondo, ma consiglio caldamente di partire dall’inizio.

Se volete info sull’autore e sulla sua produzione (attualmente abbiamo anche un terzo libro, Extincion) potete consultare il suo bel sito internet: www.markalpert.com

Trama: sono passati due anni dagli eventi raccontati ne L’Ultima Equazione. Michael (ragazzo autistico e pronipote di Einstein, del quale ha ereditato la genialità) vive con i suoi genitori adottivi: David Swift e Monique Reynolds. Il primo è il presidente dell’associazione Fisici Per La Pace, la seconda è una brillantissima ricercatrice.

Il ragazzo viene improvvisamente rapito da un commando armato, nello stesso giorno in cui l’Iran effettua il suo primo esperimento atomico. Coincidenze? Ovviamente no. Michael è prigioniero di una setta di fanatici, che hanno ingannato la Guardia Rivoluzionaria iraniana e che hanno lo scopo di far scoppiare un conflitto nuclerare tra questi e gli Usa. Per quale motivo? Non è subito chiaro ovviamente, ma lo scoprirete con l’andare delle pagine.

Tutto è fondato su una teoria rivoluzionaria, che a quanto pare sta prendendo piede tra i fisici contemporanei: It From Bit. Riassumendo: l’universo può essere assimilato ad un potentissimo computer, il cui programma si è attivato (casualmente o per mano divina?) in concomitanza col Big Bang. Tutte le particelle che ne fanno parte scambiano informazioni ed eseguono programmi, dando vita alle leggi fisiche che regolano il creato. Cosa succederebbe se questo programma venisse sovraccaricato? Il tempo stesso si fermerebbe, creando quelle singolarità comunemente conosciute come Buchi Neri.

David e Monique, aiutati dall’agente dell’FBI Lucille Parker, dovranno intraprendere un viaggio intorno al mondo per tentare di salvare Michael e fermare i fondamentalisti religiosi prima che arrivino a distruggere l’universo (addirittura!). Tutto questo però non sarà nemmeno lontanamente facile, dato che i cattivoni si riveleranno più potenti di ogni aspettativa, sia come mezzi, sia come contatti nelle alte sfere…

Mark Alpert è innanzitutto un grandissimo appassionato dell’argomento e la cosa si nota fin da subito. Le teorie e le tecnologie introdotte nella trama sono senza dubbio interessantissime e mi hanno spinto ad indagare e cercare informazioni. Mi hanno soprattutto catturato le parti riguardanti i computer quantistici e quelle sulla teoria It From Bit. Alpert, con l’ausilio di molti collaboratori del settore, è sempre premuroso nel fornirci spiegazioni molto dettagliate e messe giù in maniera il più semplice possibile. Questo non toglie però che gli argomenti trattati, in certi casi, siano belli difficili. Chi non conosce la differenza (spero pochi) tra uno ione ed un elettrone potrebbe trovarsi in difficoltà, così come chi è totalmente vergine nel campo dell’informatica e della trasmissione dei segnali. Dunque un libro che non vi consiglio se non siete disposti a fermarvi ogni tanto, aprire il pc e fare qualche ricerca su ciò che state leggendo.
Molto interessanti anche le parti in cui Alpert ci parla di armi in dotazione all’esercito e di ordigni nucleari. Molto coraggioso e fortunato nel proporci temi di così grande attualità. Fortunato perchè questo libro è stato scritto nel 2012, solo nell’anno successivo la Corea Del Nord ha dato inizio al suo (patetico) show, riportando di moda il tema di una guerra nucleare.

Cosa non mi è piaciuto? I personaggi sono fore un po’ troppo stereotipati e ricordano vagamente quelli dei disaster movie di quart’ordine. Le parti d’azione dovrebbero costituire comunque una componente importante del romanzo, ma sono sempre liquidate in maniera abbastanza sbrigativa. La presa di posizione contro la guerra nucleare avrebbe potuto essere più decisa, così come la rappresentazione dello stato d’Israele, un po’ troppo mitizzato. La scelta dei luoghi è abbastanza obbligata ed Alpert non si perde in troppe descrizioni, scelta azzeccata, visto la discutibile bellezza dei paesaggi del Turkmenistan. Ecco, sono ancora indeciso su dove trascorrere le prossime vacanze estive, ma il Turkmenistan, dopo aver letto questo libro, potrei anche depennarlo dalla lista.

Mark Alpert è un giovane rampante, che ha deciso di tuffarsi in un genere piuttosto impegnativo, ma sicuramente interessante. Leggerò L’Ultima Equazione, poi mi farò un’idea più completa. Certo è che le potenzialità ci sono e questo libro lo consiglio a tutti gli appassionati del genere!

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