Il Traghettatore – William Peter Blatty

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William Peter Blatty è conosciuto soprattutto per l’aver scritto L’Esorcista, romanzo da cui è tratto l’omonimo film di William Friedkin, di cui fu anche sceneggiatore. In questo articolo voglio però presentarvi brevemente questo romanzo infinitamente meno noto, intitolato Il Traghettatore, pubblicato nel 2012. Ghost story che sembrerebbe attingere dai più classici esempi del genere, ma che può sicuramente riservare delle sorprese, che potrete scoprire solo leggendo…
Un libricino di dimensioni piuttosto ristrette, ma scritto in maniera estremamente elegante e con un buon numero di trovate interessanti. Una vecchia villa abbandonata (con un nome che è tutto un programma: Elsewhere) è come al solito fonte di atmosfere cupe e di storie legate al paranormale. Platty ci mette del suo inserendo nell’impianto della trama dei personaggi piuttosto particolari ed una buona dose di houmor nero.

il-traghettatore-di-william-peter-blatty-copertinaUn agente immobiliare di successo viene convinta a tentare l’impossibile, vendere la grandiosa residenza di Elsewhere, teatro di un brutale omicidio/suicidio e di una lunga storia di eventi legati al paranormale, comprendenti parecchie morti e persone ridotte alla pazzia. La nostra protagonista ha un’idea geniale: riunire un bizzarro gruppetto di persone e passare tre notti all’interno della residenza, per dimostrare la stupidità delle teorie paranormali. Un gruppetto non certo casuale: un noto scrittore amico dell’agente immobiliare, tipo scettico e divertente, che avrà poi il compito di scrivere un articolo sull’esperienza. Una sensitiva inglese, con l’evidente compito di riuscire a mettersi in contatto con gli spettri che abiterebbero nella villa. Un enigmatico professore universitario, affascinante esperto di fantasmi e fenomeni paranormali, uno degno della squadra investigativa di Mistero insomma… In più ecco la bella domestica che il professore si è portato dietro per aiutare e sfamare la combricola, pure lei personaggio molto silenzioso e che sembra nascondere qualcosa, al pari del suo datore di lavoro.
Ovviamente l’idea della nostra protagonista rivelerà risvolti tutt’altro che positivi…

Un libro piuttosto scontato direi, dato che è facilmente possibile scoprire come andrà a finire… però devo aggiungere che si tratta di una lettura scorrevole, grazie soprattutto allo stile elegante di Blatty. La cosa che più ho ammirato è stata l’abilità dell’autore di ricreare un’atmosfera cupa e perfetta per una ghost story. Anche i personaggi mi sono piaciuti, così come il linguaggio schietto e diretto di Dare (lo scrittore) e di Freeboard (la protagonista). Purtroppo le scene top che Blatty sceglie di inserire non sono così spaventose e il tutto si sviluppa in modo abbastanza piatto. Fortunatamente le dimensioni ridotte non danno il tempo di annoiarsi. Ecco poi tutti i soliti clichè del paranormale: incontri con fantasmi, sedute spiritiche con tavola Ouija, temporali spaventosi, porte che sbattono, strane presenze e anche le più moderne videocamere volte a filmare gli eventi indesiderati.

Se vi piacciono le storie di questo genere vi consiglio anche The Others ed il più recente (e meno bello) Haunter, del quale vi ho parlato qualche tempo fa. Si tratta di due film molto carini che hanno una struttura della trama simile… buona lettura/visione!

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