Incubi Di Morte – Sharon Bolton

Incubi Di Morte – Sharon Bolton 3.00/5 (60.00%) 2 votes

incubi-di-morte-sharon-boltonUn thriller molto cupo scritto dall’inglese Sharon Bolton ed ambientato nella città universitaria di Cambridge. Incontro per la prima volta questa scrittrice, che ha già all’attivo cinque thriller pubblicati dal 2008 a questa parte. Incubi di morte è l’ultimo prodotto della sua penna, uscito nel 2013, distribuito da Mondadori e facilmente reperibile nella sezione dedicata al genere di ogni libreria. Copertina molto tetra e ben rappresentativa di quello che il romanzo vuole trattare. Un viaggio nella mente umana più fragile, quella degli aspiranti suicidi. Un’indagine piuttosto originale, che tratta di temi scottanti in maniera piuttosto sobria. Niente trovate sconvolgenti alla Fitzek, tanto per intenderci. Questo Incubi Di Morte, vuole colpirci attraverso la fragilità umana e l’incapacità di gestire le proprie azioni, rimanendo alla mercè di incubi estremamente reali. Tutto questo finalizzato a misteriose attività, portate avanti da un gruppo di sadici amanti delle sofferenze altri. Avete mai sentito parlare di uno Snuff Movie? Contenuti difficilmente consigliabili e adatti solo agli stomaci più forti. Ma andiamo per ordine…

Lacey Flint è un’agente della polizia, recentemente sopravvissuta ad una pericolosa indagine in cui venne trascinata dal detective Mark Joesbury, uomo bellismo, per il quale prova un’attrazione fatale. Un giorno Mark si ripresenta nella vita di Lacey, proponendo una semplice missione sotto copertura. Infiltrarsi a Cambridge nei panni di una fragile studentessa, cercando di scoprire qualcosa riguardo ad un’ondata insolitamente elevata di suicidi, avvenuti nella cittadina universitaria negli ultimi cinque anni. I suicidi coinvolgono sempre belle ragazze con diversi problemi, il più delle volte in cura da uno psicologo. Quello che sembra essere un caso semplice ovviamente si rivelerà totalmente l’opposto. Alla base di tutto risulterà esserci un gruppo di persone, ex-studenti di Cambridge, che scelgono accuratamente le loro vittime, le drogano con un potente mix di anestetici ed allucinogeni, rendono la loro vita un inferno facendo prendere vita ai loro incubi peggiori ed infine le spingono a spettacolari suicidi. Chi sono questi sadici? Sicuramente personaggi con agganci potenti e con determinate conoscenze in campo medico e psicologico… di chi si potrà fidare l’agente Flint? Qual’è lo scopo del gruppo? Semplice divertimento da sadici o qualcosa di più elaborato? Ecco che qui potremmo ritornare a parlare degli Snuff Movies citati in precedenza… Film in cui si millanta la reale morte di uno o più degli attori coinvolti. Le leggende metropolitane parlano di un giro milionario di questi filmati negli angoli più oscuri della rete, realtà o fantasia resa possibile da effetti speciali molto realistici? Certo è che Mark, anch’esso segretamente innamorato di Lacey, nasconde qualcosa alla sua agente sotto copertura. Questo qualcosa metterà in pericolo Lacey, lo stesso Mark e la psicologa Evi, unica alleata della nostra detective all’interno della città di Cambridge, tanto affascinante quanto pericolosa…

Un’idea abbastanza originale e parecchio difficile da gestire. Molte volte infatti le cose sembrano starein piedi a fatica… però devo dire che la Bolton riesce a gestire bene quasi tutti gli aspetti della trama. Narrazione che prosegue in maniera abbastanza linerare, come in un conto alla rovescia verso l’ora X, che l’autrice ci presenta subito nel prologo alle vicende. Dunque già sappiamo cosa aspettarci, ma ovviamente non possiamo conoscere il finale, chi ne sia implicato e cosa ci sia in ballo. Questo lascia innumerevoli porte aperte alla Bolton, che gioca molto sull’ambiguità di certi personaggi, provando a regalarci pure qualche sorpresa e qualche ribaltamento di fronte. Certi personaggi risultano implicati in maniera abbastanza prevedibile, altri invece esattamente il contrario. All’interno del filone principale della trama vengono inseriti vari flashback, utili al lettore per ricostruire le vicende a monte della nostra storia e l’identità dei vari cattivoni. Il materiale per capire tutto ci viene effettivamente fornito… altro discorso è riuscire a ricostruire tutta la trama prima del finale. Altra cosa piuttosto originale è il continuo passare dall’io narrante di Lacey, alla narrazione in terza persona delle vicende di Joesbury e della psicologa Evi. Una scelta, ancora una volta, piuttosto rischiosa quella della Bolton, ma che mi è sembrata molto interessante e ben riuscita.

Niente di veramente eccezionale, ma l’elaborazione della trama è piuttosto carina, i temi molto originali e le atmosfere ben riuscite. Sharon Bolton non riesce a sconvolgere il lettore al pari di altri suoi colleghi, nemmeno facendo uso di terribili scene di violenza fisica e psicologica. Il lettore non avrà certo incubi di morte… ma il senso d’ansia e la descrizione gelida e cupa di Cambridge sono ben presenti.

Un ultimo appunto… finale un po’ troppo sbrigativo! perchè? Non si poteva fare qualcosa di meglio?

Un thriller che comunque consiglio agli appassionati del genere e soprattutto a chi ama le storie legate a protagonisti femminili. Prima di leggere questo romanzo mi ero divorato Dopo di Koethi Zan, che va molto di moda in questo periodo. Anch’esso con una donna come protagonista e che tratta (pur in modo abbastanza diverso) della violenza sulle donne e della capacità di esse di reagire. Due generi non molto diversi, due storie forse solo apparentemente così differenti… consiglio la lettura abbinata per gli appassionati dei romanzi di questo tipo!

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