Libri & Fotografie: Le Zone Morte – Simon Pasternak

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le zone morte

Le Zone Morte, romanzo d’esordio del danese Simon Pasternak, ci porta nella Bielorussia del ’43 occupata dai nazisti. Terra di conquista e di violenza, dove gli ufficiali delle SS ed i collaborazionisti ebbero praticamente carta bianca per commettere ogni tipo di atrocità nei confronti della vasta popolazione ebraica e dei partigiani del luogo, ma non solo. Cerchiamo di dare un volto ai personaggi storici che abbiamo incontrato durante la lettura e che ricorrono spesso nello svolgimento di una trama che ha senz’altro il merito di trasportarci senza censure e senza giri di parole all’interno di una realtà orribile. Spero che troverete questo modo di procedere (che tra l’altro ho già attuato in I Giorni Dell’eternità di Ken Follett) interessante. Per approfondire il discorso riguardante la trama ed i personaggi vi rimando a questo articolo: Le Zone Morte – Simon Pasternak.

zarah Leander

Zarah Leander (1907-1981): attrice e cantante svedese, particolarmente famosa durante periodo della seconda guerra mondiale per via delle sue canzoni inneggianti alla speranza ed alla sopravvivenza, capaci di colpire nel profondo la popolazione tedesca. In Le Zone Morte non la incontriamo mai direttamente, ma il suo nome è parecchio ricorrente. La fidanzata del protagonista (Eline, sorella dell’ambiguo Manfred) assomiglia infatti molto all’artista e con lei viene spesso confusa da coloro a cui la foto capita tra le mani. Eline ha difatti voluto truccarsi in modo da assomigliare all’attrice per poi scattare la foto da lasciare all’amato in partenza per il fronte. Quest’ultimo non sarà mai contento di questa scelta, ritenendo l’immagine fin troppo artificiale e mal capace di rappresentare la ragazza nella sua realtà.

 

Oskar Dirlewanger

Questo personaggio piuttosto inquietante è invece Oskar Dirlewanger (1895-1945), ufficiale delle SS e comandante dell’unità penale SS-Sturmbrigaden Dirlewanger. Il suo nome è strettamente collegato a molti dei crimini di guerra più efferati avvenuti durante il conflitto. Nel 1945 venne ucciso dai suoi stessi carcerieri, dopo essere stato catturato dagli Alleati. Descritto da più parti come un killer psicopatico, pedofilo, necrofilo, sadico ed appassionato di stermini. La sua malvagità riuscì a spiccare anche in compagnia di parecchi individui simili. La sua divisione, composta perlopiù da ex-carcerati e reietti spesso veniva impiegata nelle zone di retrovia del fronte orientale, occupandosi di pulizia etnica e di mantenere l’ordine nei paesi occupati con metodi tutt’altro che pacifici. Nel nostro romanzo compare spesso e Pasternak lo dipinge effettivamente come un uomo crudele dal volto spettrale, circondato da collaboratori temibili ed imprevedibile nelle sue scelte. Lo troviamo anche impegnato nell’azione di rastrellamento dei partigiani bielorussi ed in seguito, interessato all’oro di Steiner, metterà due scagnozzi sulle tracce del protagonista.

 

Eric von dem Back Zelewski

Altro ufficiale delle SS che incontriamo in Le Zone Morte è Erich von dem Bach-Zelewski (1899-1972). Fu Obergruppenführer (secondo grado più alto delle SS) e comandante delle SS e della polizia della Russia Centrale. Si occupò di coordinare l’eccidio degli ebrei in Ucraina e Bielorussia. Nel 1939 propose ad Himmler la creazione del campo di concentramento di Auschwitz. Partecipò al massacro di Minsk e le sue truppe uccisero nel 1943 più di 200.000 civili in Polonia e Bielorussia (dove è ambientato il nostro romanzo). Testimone chiave del processo di Norimberga, fu l’unico ufficiale ad autodenunciarsi e a collaborare coi giudici. Per questo in un primo momento venne semplicemente condannato agli arresti domiciliari, che in seguito ad altri processi si tramutarono in ergastolo. A conti fatti però non fu mai condannato per i numerosi crimini di guerra commessi. Morì nell’ospedale della prigione di Monaco Di Baviera nel 1972. Nel romanzo appare in due occasioni: l’organizzazione del rastrellamento dei partigiani Bielorussi e l’esecuzione di Moma. Pasternak ce lo presenta come un uomo autoritario e tanto pericoloso da essere temuto persino dal baldanzoso Manfred.

 

curt von gottberg

Curt Von Gottberg (1896-1945), vice di Bach-Zelewski, comandante della lotta ai partigiani in Bielorussia, guidò la maggior parte delle azioni militari contro i partigiani nel paese dal 1941 al 1944. Morì suicida nel 1945 dopo essere stato arrestato dagli Alleati. Sua la citazione di inizio romanzo:

«Nelle zone morte è consentita d’ora in avanti la libera caccia all’uomo.»

Nel libro compare poco, ma è il comandante sul campo dell’operazione di rastrellamento che prende gran parte della zona centrale del romanzo.

gomorrah

La città di Amburgo devastata dai bombardamenti Alleati durante l’operazione Gomorrah, una serie di bombardamenti compiuti tra il 26 luglio ed il 3 agosto 1943.

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Un’azione senza precedenti che rase praticamente al suolo la città di Amburgo provocando decine di migliaia di vittime, tanto che la città poi non verrà più bombardata per il resto del conflitto.

 

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Simon Pasternak ci presenta questa situazione terribile dagli occhi del nostro protagonista, Heinrich, giunto a Berlino per trovare Manfred e l’oro di Steiner, nascosto nel porto della città. Durante i bombardamenti perderanno la vita sia l’amico/nemico Manfred, sia la fidanzata Eline. La testa del primo si fonderà in maniera raccapricciante con l’oro di Steiner per via del caldo insostenibile prodotto dalle bombe. La seconda non riuscirà a salvarsi nonostante i tentativi del protagonista. Nel convulso finale Heinrich donerà l’oro ed i suoi documenti ad una prigioniera francese in fuga, salvandole così la vita e dando così addio ad un mondo che è stato capace di sconvolgerlo totalmente.

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