Lo Hobbit – La Desolazione Di Smaug

Lo Hobbit – La Desolazione Di Smaug 2.50/5 (50.00%) 4 votes

Hobbit-la-desolazione-di-smaug-posterPeter Jackson rivisita Tolkien per la quinta volta, e questa volta anticipo già che ci sarà parecchio da discutere. Dopo un anno di attesa esce finalmente il secondo film ricavato dal bellissimo libro, che anticipa gli eventi del Signore Degli Anelli, Lo Hobbit. Abbiamo già parlato nell’articolo di presentazione (in cui potete trovare anche il trailer) della scelta (discutibile) di ricavare dalle avventure di Bilbo Baggins ben tre film, condendo la trama originale con molte vicende di contorno, talvolta riprendendo fedelmente dalla mitologia tolkeniana, talvolta inventandosi tutto di sana pianta. Scelte in parte rivedibili e di fronte a cui chi ha letto il libro non può non storcere il naso, ma di questo ne parleremo in un bell’articolo Libro Vs. Film.

Questo secondo capitolo inizia con un flashback, abbastanza inutile, in cui si vede Gandalf reclutare Thorin per l’impresa. Dopo questo prologo veniamo catapultati nel vivo delle vicende. Scordatevi le aquile, i nostri amici sono in fuga dagli orchi capitanati dal terribile Azog Il Profanatore, nemico giurato di Thorin. Il gruppo troverà riparo nella dimora del mutaforma Beorn (molto ben rappresentato). Per questa prima parte Jackson segue abbastanza fedelmente la trama del libro, pur incupendo moltissimo l’atmosfera, soprattutto nelle scene notturne e nella parte riguardante Bosco Atro.

Mentre il gruppo di Bilbo è impegnato in una lotta coi ragni, Jackson apre un’alteriore finestra di narrazione, riguardante Gandalf e le sue indagini sul Negromante nella fortezza di Dol Guldur. Parti a cui il libro accenna solo marginalmente, ma che nel film ottengono grande spazio (e questo è un bene). Bellissima la scena in cui Gandalf fa il suo incontro con Sauron, mostrandoci la nascita dell’occhio fiammeggiante senza palpebre, che sarà il peggior antagonista di tutta la trilogia successiva. Queste saranno le uniche deviazioni consistenti dalle vicende dei nani, che continuano a marciare verso la Montagna Solitaria. Scordatevi dunque di ammirare Galadriel, o di rivedere il sempre interessante Saruman. Entrambi si sono presi un turno di pausa.

poster-lo-hobbit-la-desolazione-smaugNel mentre il gruppo di Bilbo fa la conoscenza con gli elfi silvani, ed ecco che qui la trama viene sostanzialmente modificata rispetto al libro. Prima sorpresa (anticipata dal trailer) è la presenza di Legolas, sempre interpretato da Orlando Bloom (per la gioia del pubblico femminile), accompagnato per l’occasione dalla bella Tauriel (Evangeline Lilly, conosciuta soprattutto per il suo ruolo in Lost). I due elfi movimenteranno un po’ il proseguo del film, con numerose scene di inseguimento e battaglie contro gli orchi. Scene inserite soprattutto per giustificare la distribuzione in 3D (che io, a causa degli orari improponibili del mio cinema, mi sono perso). Un continuo inseguimento che da molto l’idea di un videogioco a livelli. Finite le peripezie ecco capitare il boss di turno e via così fino allo scontro con il drago. Una soluzione abbastanza banale.

Il drago. Smaug. I nostri eroi ci arriveranno dopo innumerevoli peripezie ed essere passati dalla città degli uomini del lago, dove personaggio importantissimo diventa Bard L’Arciere (soprannome quantomeno spoileroso), persona di buon cuore e discendente dei signori di Dale. Bard ottiene una parte immensamente più grande di quanto non accada nel libro, dividendo la scena coi protagonisti per tutta la seconda parte del film. Interpretato dal buonissimo Luke Evans, faccia a me nota soprattutto per aver interpretato Zeus in Immortals e per la sua parte in Clash Of Titans (Apollo). Un attore molto mitologico dunque, che sta bene nei panni del Bard jacksoniano. Ben presente anche la figura del governatore (non quello di The Walking Dead purtroppo) e del suo brutto aiutante. Una strana e buffa coppia, che personalmente mi ha ricordato la caricatura di Berlusconi e Angelino Alfano.hobbit-bard-arciere

Finalmente i nostri (o per meglio dire, una parte di essi) arriveranno al tanto atteso incontro col drago Smaug. Si inizia con la presentazione della bestia (ben fatta, senza abuso di effetti speciali ed esattamente come me l’ero immaginato leggendo il libro) ed il suo discorso con Bilbo. Parte molto interessante e ben riprodotta. Successivamente si comincia col festival delle scene pro 3D. I nani ingaggiano un’improbabile e caotica battaglia contro Smaug, alla lunga abbastanza noiosa e senza troppo senso. Il drago stizzito deciderà da sè di riportarsi entro i confini della trama del libro ed abbandonerà Thorin & Co. per attaccare la cittadina di Bard.

Io sono fuoco. Io sono la morte.

Preludio ad un finale coi fuochi d’artificio…. che non c’è! Tra lo stupore e le lamentele del pubblico il film viene troncato di netto. Ci rivedremo tra un anno, mettete da parte per un attimo il drago, che per 12 mesi continuerà a volare verso l’obiettivo. Scelta discutibile, ma che è il risultato di un film molto, ma molto, lungo: 160 minuti, siamo ben oltre il livello medio di guardia, sicuramente Jackson ha deciso di non comprire questa scena importante e di tenersela buona per un inizio di terzo film subito arrembante. smaug-hobbit-deasolation-dragon

Personalmente vado matto per questa saga ed ho sempre apprezzato sia il lavoro di Jackson, che ovviamente quello di Tolkien. Questo secondo Hobbit però mette a dura prova la mia comprensione. Le atmosfere sono volutamente incupite con mano pesante. Soprattutto nella parte riguardante Bosco Atro e l’inizio del film. Le aggiunte sceniche (inseguimenti e battaglie varie) sono fin troppo evidenti, come pure l’inserimento di personaggi totalmente nuovi o non presenti nella trama originale (Taurin, Legolas, Radagast, Azog…). L’impressione è che Jackson si sia lasciato prendere un po’ troppo la mano. La cosa non risulta un problema fino alla parte finale. Dall’incontro con Smaug in poi la storia si discosta in maniera evidentissima dall’originale, con parti francamente evitabili. Fa sempre piacere vedere all’opera Gandalf, fa meno piacere vedere Fili impegnato a filtrare con l’elfa Taurin (di cui Legolas è innamorato).

Jackson si salva in corner, riportando all’ultimo il treno sui binari, prima di un deragliamento che appariva quanto mai probabile. Sarebbe stato sgradevole vedere Smaug venire ucciso da Bilbo o Thorin… e direi che ci siamo andati molto vicini.

Un film che non mi è dispiaciuto in generale: un nuovo capitolo riguardante la Terra Di Mezzo è sempre ben gradito. Piuttosto penso che Jackson abbia perso un’occasione importante, non rendendo al meglio una storia già bellissima, che necessitava soltanto di poche aggiunte ben ponderate. Inoltre l’abuso di scene fatte per il 3D e l’inserimento di una certa pomposità di fondo, rendono meno profondo il tutto. Riassumendo: un film che non mi ha fatto provare i brividi del capitolo precedente.lo-hobbit-la-desolazione-di-smaug-dale

Il capitolo conclusivo, Racconto Di Un Ritorno, è previsto per il 17 dicembre 2014 (sperando che non lo rinviino per lasciare spazio ai fantastici cinepanettoni). Ci sarà dunque da aspettare un anno abbondante, sperando che Smaug non si stanchi nel suo lunghissimo volo verso la battaglia finale.

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