Polizia – Jo Nesbø

Polizia – Jo Nesbø 4.00/5 (80.00%) 1 vote

polizia-nesbo-coverUn serial killer di poliziotti, macabri delitti, stupri, tradimenti, corruzione, droga. Jo  Nesbø ci trascina in un viaggio nelle parti più oscure di Oslo, città solo apparentemente idilliaca, con questo thriller coraggioso per temi trattati e geniale per elaborazione della trama. Qualche mese fa feci conoscenza con questo autore, ma in condizioni totalmente diverse, leggendo Il Cacciatore Di Teste. Questa volta, approfittando di Polizia (uscito a novembre 2013, edito da Enaudi), decido di buttarmi nell’opera madre di Nesbø: la saga di thriller che ha come protagonista il commissario dell’anticrimine Harry Hole. Polizia è il decimo romanzo della serie. Non una gran scelta, ma a partire dall’inizio proprio non ce la faccio! Vi lascio una lista di tutti i titoli collegati, ordinati cronologicamente:

  1. The Bat Man (1997-inedito in Italia)
  2. The Cockroaches (1998-inedito in Italia)
  3. Il Pettirosso (2000)
  4. Nemesi (2002)
  5. La Stella Del Diavolo (2003)
  6. La Ragazza Senza Volto (2005)
  7. L’Uomo Di Neve (2007)
  8. Il Leopardo (2009)
  9. Lo Spettro (2011)
  10. Polizia (2013)

Una serie molto longeva. I libri vengono pubblicati con una cadenza di due anni e, tranne i primi due, sono facilmente reperibili nelle librerie italiane, grazie sopratutto al boom avuto ultimamente nel nostro paese da Nesbø, che ha portato ad una ristampa in grande stile dei volumi dal 3 all’8, editi da Piemme. Una serie bella ricca e strettamente collegata, perciò se avete tempo vi consiglio di partire dall’inizio e di non fare come me. Per carità, leggendo Polizia non ho riscontrato insormontabili mancanze dovute alla non-lettura dei capitoli precedenti, ma nella prima parte ho avuto parecchie difficoltà nel destreggiarmi coi nomi e i fatti degli episodi precedenti che vengono richiamati. Soprattutto il primo di questi due fattori è stato abbastanza ostico. Purtroppo non sono un esperto di norvegese ed il bombardamento immediato di nomi e cognomi locali è stato devastante, in un paio di casi neppure avevo capito il sesso dell’interessato! Perciò potrebbe essere d’aiuto un’analisi sommaria dei personaggi, prima di parlare della trama:

  • Harry Hole, superdetective, (anti?)eroe creato dalla penna di Nesbø. Uno dei pochi commissari norvegesi ad avere il 100% di casi risolti. Un uomo con parecchie ombre nel passato e con una storia famigliare travagliata. Sarebbe la persona adatta per risolvere il caso, ma c’è un problema: è sparito dalla circolazione.
  • Beate, capo della scientifica. Una donna affetta dalla sindrome di Asperger, con l’abilità di ricordare il volto ed i lineamenti di ogni singolo sospettato. Un vero e proprio computer umano.
  • Bjorn, bizzarro investigatore. Capelli rossi e cappellino rasta, sempre alla ricerca di una fidanzata, ma senza troppa fortuna.
  • Katrine, investigatrice ed esperta nelle ricerche in rete. Vero e proprio segugio virtuale. Un tempo innamorata di Harry, ora lavora per la polizia di Bergen.
  • Stale Aune, psicologo che collaborava con la squadra investigativa di Harry Hole. Dopo la scomparsa dalla scena di quest’ultimo si dedica (senza troppa voglia) alla professione di psicologo.
  • Gunnar Hagen, capo dell’anticrimine norvegese.
  • Mikael, nuovo e giovanissimo capo della polizia. Protagonista di una scalata al potere rapidissima e con molti lati oscuri.
  • Truls, amico d’infanzia di Mikael e poliziotto sospeso dal servizio. Innamorato follemente della moglie dell’amico, Ulla. Uomo violento ed enigmatico.
  • Stije, allieva della scuola di polizia e stagista.
  • Anton Mittet, poliziotto dal curriculum macchiato. Condannato ad un’eterna carriera da agente semplice. Sposato con Laura, la tradisce con l’infermiera Mona. Attualmente fa la sorveglianza ad un misterioso paziente in coma.
  • Valentin, pervertito e pedofilo. Creduto morto durante la reclusione in un ospedale psichiatrico. Uomo pericoloso e vendicativo.

Dovrebbero esserci tutti, o quasi… una bella combricola, dove quelli senza scheletri nell’armadio si contano velocemente. Veniamo alla trama:

Un abilissimo serial killer sta facendo una strage di poliziotti. Nessun errore del carnefice può portare alla risoluzione del caso, una serie di delitti apparentemente perfetta. La polizia brancola nel buio. Gunnar Hagen ricreerà per l’occasione una preparatissima squadra investigativa, composta da Katrine, Bjorn, Beate e dallo psicologo Stale. Formazione già collaudata e che, sotto la guida di Harry Hole, ha già risolto numerosi gialli in passato. Harry Hole… la situazione si adatterebbe perfettamente al detective più brillante di tutta la Norvegia. Cosa aspetta Harry ad intervenire? Come può rimanere impassibile dopo la morte dei suoi compagni?

L’indagine si rivelerà difficilisimma. La pista più calda è quella data da Valentin, un pervertito e pedofilo, creduto morto per mano dei suoi stessi compagni di detenzione. Persona tanto spregievole quanto pericolosa. Esperto assassino e in grado di cammuffarsi alla perfezione, capace di far sparire completamente ogni sua traccia. Sarà veramente lui il macellaio di poliziotti? Oppure si tratterà dell’ennesimo buco nell’acqua?

Parallelamente alle indagini su Valentin si snodano le vicende di Mikael e Truls. Il primo ormai è capo della polizia, grazie soprattutto ad appoggi politici pagati in natura. Tutto sembra andare bene per lui, ma l’unico testimone delle sue malefatte passate sta per svegliarsi da un lungo coma. Il paziente è tenuto al siucro in un ospedale inutilizzato, guardato a vista dall’agente Mittet e dalla stagista Sije. Quest’ultima, allieva della scuola di polizia, è pazzamente innamorata di Harry Hole e sembra non avere tutte le rotelle a posto. Una pazza furiosa, che le tenterà tutte per raggiungere il suo obiettivo, una vera e propria stalker al femminile.

Quale elemento lega il Macellaio Dei Poliziotti, Valentin, Mikael, Truls, Harry Hole e Sijie? Lo scopriremo in un thriller dove niente va dato per scontato e tutto accade per una ragione. Nesbø ci regala un libro totalmente diverso da Il Cacciatore Di Teste, mia unica esperienza precedente con questo autore e che rappresenta un’eccezione  allo stile-Nesbø con i suoi temi diversi e la narrazione in prima persona. Polizia è scritto molto bene, in terza persona, argomentato in maniera eccellente e geniale sotto certi aspetti. Un Thriller coraggioso, che per scelte e stile ricorda vagamente Sebastian Fitzek, ed in particolare il suo Il Bambino, che tratta temi simili. Entambi gli scrittori si stanno ritagliando uno spazio sempre maggiore all’interno del mercato thriller internazionale, grazie al loro coraggio nel raccontare di cose francamente sconvolgenti e alla loro abilità nel portare il thriller psicologico a livelli del tutto nuovi. Stile simile, lettore lasciato in sospeso molte volte e tensione palpabile. Entrambi cercano di stupire il lettore sconvolgendolo mentalmente, senza fare troppo abuso dell’azione. Harry Hole e Robert Stern (Il Bambino), sono due antieroi, chiamati a risolvere un nodo che appare insolubile. Ovviamente le differenze sono presenti in gran numero: Nesbø ci regala un libro che segue un’indagine ben delineata, quasi assimilabile al poliziesco. Fitzek è più non-convenzionale, accarezzando in più punti il paranormale e l’horror puro. Un altro tratto in comune: nessuna pietà per i protagonisti e nessuna remora nel presentarci delitti terribili, che coinvolgono anche bambini. Nesbø però è molto più legato ai suoi personaggi, avendo creato una saga apposta per loro (a differenza del suo collega tedesco), e non manca mai di offrire una scappatoia ai suoi eroi.

Un punto di forza per questo Polizia? Nesbø riesce a coinvolgere totalmente il lettore nell’indagine, premurandosi di fornire prove in gran numero. Il lettore più attento potrebbe benissimo risolvere il mistero da solo, nonostante le tentazioni ed i trabocchetti inseriti dall’autore siano tanti.

Qualche lato negativo? Certamente. Probabilmente il libro parte troppo lentamente e Nesbø si dilunga troppo in certi dialoghi abbastanza inutili. L’andazzo, fino all’entrata in scena di Hole, non è dei più entusiasmanti. Il libro però si riprende decisamente nella seconda metà (in totale è lungo 470 pagine circa), quando tutto comincia a convergere verso la soluzione del caso, il ritmo si fa più serrato e fa la sua comparsa pure un po’ d’azione. Altro aspetto negativo: l’autore molte volte si perde in troppe descrizioni e pensieri, così nelle parti più caotiche rimane difficile seguire bene la vicenda. Più di una volta sono stato costretto a tornare indietro di un paio di pagine e rileggere la parte in questione per evitare incomprensioni. Uno stratagemma abbastanza diffuso è quello di descrivere sommariamente un fatto, lasciando supporre qualcosa al lettore, che poi puntualmente verrà smentito. Ecco quindi che personaggi che credevamo morti ritornano in vita e personaggi che credevamo spietati si rivelano bonaccioni. Un espediente simpatico, ma che alla lunga può creare irritazione nel lettore.

Un libro che comunque raggiunge e supera la sufficienza. Grazie soprattutto alla capacità di coinvolgere il lettore nell’indagine, al coraggio dell’autore e alla seconda parte dal ritmo serrato e ricca di colpi di scena. Una saga che sicuramente riprenderò dall’inizio, dato che questo Harry Hole mi sta parecchio simpatico. Uno scrittore che scala sempre posizioni, da qualcuno (per esempio Michael Connely) acclamato come il miglior autore di thriller. Secondo me non siamo ancora a quel livello, continuo a preferire altri, però devo dire che continuando così Nesbø potrà ambire sicuramente a raggiungere quelle vette in breve tempo!

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