Reliquia Di un Mondo Perduto – H.P. Lovecraft

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la morte alataTitolo Originale: Out Of The Eons.

Conosciuta anche come: Dagli Eoni.

Anche questo racconto è contenuto nel volume La Morte Alata della collezione Tutto Lovecraft, edita da Fanucci tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90. Insieme ad essa è possibile trovare i seguenti racconti:

Come già L’orrore Nel Museo, questo racconto fu commissionato a Lovecraft dalla scrittrice Hazel Heald ed è impossibile non riuscire a scorgere una certa somiglianza nei due racconti, entrambi ambientati in un museo degli orrori ed entrambi abili a sfruttare la capacità narrativa di un amante dell’occulto. Il narratore senza nome in questo caso è il curatore di un piccolo museo bostoniano, famoso soprattutto per la sua spaventosissima stanza delle mummie. In questa particolare ala del museo è possibile trovare una reliquia proveniente da un tempo incredibilmente lontano, recuperata in una cripta momentaneamente emersa nel bel mezzo del Pacifico. Essa consiste in una raccapricciante mummia, perfettamente conservata, che mostra nel volto e nella postura tutta l’incredibile sofferenza che l’uomo deve aver provato inpunto di morte.

Out_of_the_AeonsT'YogBrainWebIntorno alla mummia si accende un forte dibattito ed essa viene ricondotta al personaggio di T’Yong, sacerdote di Shub-Niggurath, che in un’epoca ormai dimenticata si fece carico di sconfiggere il malvagio dio GhatanothoaL’usurpatore, Il dio del vulcano” protetto da un rotolo magico affidatogli dalla sua dea. Ghatanothoa è un essere orribile, il cui aspetto è tanto shockante da trasformare in pietra chiunque incroci il suo sguardo. Secondo la leggenda T’Yong venne imbrogliato da alcuni sacerdoti del dio malvagio, che sostituirono il  rotolo magico con uno fasullo, causandone una pena ben peggiore della morte: l’eroe viene pietrificato (reso simile ad una mummia), ma il suo corpo ed il suo cervello continuano a vivere intrappolati per i secoli.

La mummia e le speculazioni su essa attraggono nel museo numerosi curiosi, ma anche altrettanti personaggi legati ai culti oscuri. Due di questi riusciranno ad entrare in contatto con la mummia, provvisti del vero rotolo magico e con l’intento di riportare in vita T’Yong e scoprire il nascondiglio di Ghatanothoa. Inutile dire che non faranno una bella fine, così come l’eroe mummificato, il cui corpo verrà sottoposto ad autopsia e tra l’orrore dei presenti dalla sua testa verrà estratto un cervello vivo e pulsante…

Una storia un po’ più piatta delle precedenti, ma che ben ci guida attraverso i miti Lovecraftiani, portandoci all’interno di un mondo che solo una mente armata di grande fantasia avrebbe potuto elaborare. Una mente che non mi sento di definire inferiore a maestri del “creare un universo” del calibro di Tolkien o George Martin, non a caso due dei migliori scrittori fantasy che abbia avuto il piacere di leggere. Reliquia Di Un Mondo Perduto mischia abilmente horror, fantasy e fantascienza, come spesso accade nei racconti di Lovecraft. Impossibile poi non ricondurre quasta trama ad una “febbre da mummia” che colpì l’america dopo l’uscita del film “La Mummia” del 1932:  non è certamente un caso la commissione di un racconto del genere a da parte della signora Heald. Ancora una volta il lettore è guidato, seppur in maniera più blanda, sempre più giù attraverso una spirale di sorpresa e terrore, che si concretizza con la scoperta del vero oggetto della paura. Un racconto che rispecchia bene la moda di quegli anni, ma che comunque si mantiene estremamente moderno, sia per certi riferimenti (vedi la stampa scandalistica) che nei temi e nel modo di trattarli. Come al solito non mi sorprenderei nel trovare una storia del genere tra le nuove uscite del 2014!

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