The Shining – Stephen King

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Lo ammetto. Novembre 2013 e ancora non avevo letto questo romanzo di Stephen King, ne ho tuttora visto che qualche spezzone disordinato del leggendario film di Stanley Kubrick. Fino a poco tempo fa nemmeno sapevo dell’esistenza del romanzo, un peccato imperdonabile. Ho cercato di fare ammenda facendo sfoggio del mio motto in fatto di problemi di questo tipo: meglio tardi che mai! Perciò, nonostante con questa dichiarazione abbia probabilmente perso gran parte della mia credibilità, oggi voglio raccontarvi qualcosa a riguardo di questo capolavoro. Eh già, non mi sto sbilanciando, un romanzo che si colloca a pieno diritto nell’elite dei thriller ad alta tensione. Suspance e lettore teso come una corda di violino dalla prima all’ultima pagina.

shining romanzoLa trama più o meno è universalmente nota. The Shining narra le vicende di una famiglia americana composta da tre elementi: Il padre Jack, professore, aspirante scrittore ed ex alcolizzato. Un uomo depresso e tormentato dal fantasma del padre, dal bisogno di bere e dalla convinzione di non essere riuscito a fare niente di buono nella sua vita. Wendy, la dolce moglie di Jack, il più delle volte prigioniera di una vita che le sta sempre più stretta. Medita costantemente la possibilità del divorzio dal marito violento (anche se in realtà innamorato di lei) e alcolizzato, ma infine decide di dargli un’ultima possibilità, seguendolo in un viaggio che pare rappresentare l’ultima spiaggia per l’unità della famiglia e la felicità del figlio. Quest’ultimo si chiama Danny e ha cinque anni. Un bambino particolarmente sveglio e con doti inusuali. Danny infatti possiede L’Aura, che gli dona la capacità di leggere nella mente delle persone e di avere una sorta di coscienza (che si mostra sotto forma di un bambino di nome Tony) capace di fargli avere delle premonizioni e rivelazioni su eventi che si verificheranno nel futuro più immediato.

L’ultima spiaggia per questa famiglia, tormentata dalle difficoltà di Jack e dalle sue costanti crisi violente (che lo porteranno in un’occasione  anche a far del male all’adorato figlio), è rappresentata da un lavoro che l’uomo riesce ad ottenere presso un hotel di lusso (l’Overlook) disperso tra le montagne del Colorado. Il suo compito (ben retribuito) consite nel fare da guardiano dell’albergo durante la stagione invernale (da ottobre a maggio), periodo in cui l’hotel è deserto e per molti mesi reso praticamente isolato per via delle possenti tempeste di neve. Jack accetta il lavoro consapevole che si tratti della sua ultima possibilità e si trasferisce nell’Overlook con la sua famiglia. Wendy e Jack sono felici, perchè vedono in questa vicenda la possibilità di riunire la famiglia e tornare ad essere felici come prima che l’uomo iniziasse a bere. Danny non è dello stesso parere, infatti il piccolo è costantemente tormentato da incubi riguardanti l’albergo e una terribile figura (redrum) che, col volto di suo padre, lo insegue per i corridori dell’albergo, brandendo tra le mani una mazza insanguinata e gridando insulti. Il ragazzo è tuttavia consapevole dell’importanza che quell’incarico avrebbe per la sua famiglia e, per non rovinare tutto, deciderà di non rivelare nulla riguardo i suoi incubi e le sue terribili premonizioni.

I primi mesi nella nuova realtà scorreranno piuttosto tranquilli, ma le prime avvisaglie della catastrofe incombente non tarderanno a mettersi in mostra. Le crisi di Danny si faranno sempre più frequenti, così come i suoi incubi. Sarà difficile capire se si tratti della realtà o solo della fervida fantasia tipica dei bambini, sia per il lettore che per i genitori. Al momento del suo arrivo nell’albergo Danny è stato messo in guardia sui pericoli dello stesso, dal gentile Dick Hallorann, cuoco di colore dell’albergo, anche lui in possesso dell’aura ed in grado di vedere le presenze malvagie che popolano l’Overlook. Secondo Dick queste non sarebbero pericolose per il bambino. Mai teoria fu più sbagliata.

Con l’arrivo delle bufere di neve la famiglia Torrance rimane completamente isolata all’interno dell’hotel e la situazione degenera. Le apparizioni si fanno sempre più potenti, soprattutto ai danni di Jack e Danny. L’albergo è chiaramente popolato dai fantasmi di ere passate e la stessa struttura possiede un’anima, la cui volontà sarà quella di far in modo che la famiglia Torrance rimanga per sempre prigioniera delle sue mura.

Jack perderà progressivamente la ragione, in un’escalation di follia, che lo spingerà accecato dall’ira a sfogarsi sulla moglie ed il figlio. Chiaro l’intento dell’uomo di eliminare il ragazzo e Wendy per compiacere l’entità malvagia che vive nell’albergo, portando così a termine il suo lavoro di custode. Quale sarà il destino del povero Danny? Riuscirà ad evitare la tragedia?

Leggendo su wikipedia ho trovato una citazione che ben riassume l’essenza di questo libro:

Nel film Ho sposato un’aliena l’attrice Kim Basinger, che interpreta un’extraterrestre che tra gli altri ha anche il potere di leggere tutto il contenuto di un libro prendendolo soltanto in mano, prende il libro da uno scaffale e, dopo aver provato un brivido, lo posa immediatamente.

Il contenuto di queste circa 400 pagine è dinamite pura. L’andamento delle vicende mi ha molto ricordato il successivo Uscita Per L’Inferno: troviamo infatti una storia che si sviluppa linearmente, convergendo inesorabilmente, capitolo dopo capitolo, verso l’inevitabile disastro. Non capita spesso che il lettore di libri del genere faccia il tifo per il lieto fine, ma ciò mi è accaduto nella lettura di questi due libri (soprattutto per quel che riguarda Shining). Stephen King ci presenta dei personaggi estremamente interessanti, con una storia difficile alle spalle, che potrebbero aver la possibilità di raddrizzare ogni cosa, ma per un motivo o per l’altro non ce la fanno, convergendo verso la pazzia e il disastro. Tra le due storie però c’è una importante differenza di fondo: una è stata scritta da Stephen King, una dal suo pseudonimo Richard Bachman. Il secondo evita volutamente d’inserire presenze sovrannaturali, il primo ne abbonda. Il risultato è che in The Shining la battaglia di Danny e Wendy per far rinsavire il marito sembra persa in partenza. Troppo forte l’entità che si nasconde nell’Overlook, troppo debole il povero Jack. Il lettore fa il tifo per i buoni (almeno nel mio caso), ma la situazione è parsa sempre più disperata, fino al punto di rottura totale.

La tensione è palpabile lungo tutta la narrazione, ogni capitolo rappresenta un nuovo brivido, con nuovi incontri paranormali ed una costante escalation del senso d’impotenza dei protagonisti. Le ultime cento pagine sono un capolavoro. Il precipitare degli eventi, gli eventi paranormali, la pazzia di Jack, le preoccupazioni di Wendy, ecc… tutto viene reso benissimo da Stephen King. Si tratta solo del terzo romanzo dello scrittore americano, ma siamo già di fronte ad un capolavoro assoluto. Rispetto al precedente Le Notti Di Salem, King innalza il livello di suspance e partecipazione del lettore di molte tacche, lasciando inevitabilmente incollato il lettore alle pagine. Non anticipo niente sugli incontri paranormali avuti dalla famiglia Torrance all’interno dell’albergo, ma li trovo tutti azzeccatissimi (a parte forse l’uomo cane), anche se non troviamo le gemelline presenti invece nel film, che ho atteso per tutta la narrazione.

Alla luce di Shining devo spezzare una lancia a favore di tutti quei film/libri che hanno voluto gettarsi nel mondo del paranormale senza grande successo di critica. Questo libro pone l’asticella ad un livello altissimo, e questo già nel 1977. Chiunque volesse scrivere un libro o girare un film del genere dovrebbe leggere The Shining ed usarlo come termine di paragone.

Bene, il libro mi è piaciuto da matti. Si era capito?

Ora mi piacerebbe rivedere il film per intero, Jack Nicholson è perfetto per il ruolo dell’omonimo Torrance e Stanley Kubrick riesce a regalarci delle scene da cult. Stephen King non mi pare abbia molto gradito questa pellicola, lamentando una trasposizione non fedele del romanzo. Beh, si tratta di un confronto tra titani, a voi la scelta tra libro e film.

Un ultimo pensiero: la location originale doveva essere quella di un parco divertimenti, poi King optò per l’albergo dopo un soggiorno in Colorado. Scelta quanto mai azzeccata. Il luna park è sì un luogo suggestivo, ma l’Overlook è destinato a rimanere nella storia. King ci regala una location con gli attributi, perfetta per contenere questa storia da brividi. Nel 2013 è uscito Joyland, che parla di un luna park e di fantasmi, che l’autore si sia voluto togliere un vecchio sfizio? Probabilmente lo sceglierò come prossimo libro di Stephen King da scoprire.

Una news: in america è già uscito (a settembre) un inaspetatto seguito di Shining, intitolato Doctor Sleep, che poi sarebbe il soprannome dato dai genitori a Danny. Noi in Italia dobbiamo sempre attendere ed il libro uscirà soltanto nei primi mesi del 2014. Aspettiamo.

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