Skinwalker Ranch

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Horror e fantascientifico, un accostamento di cui spesso siamo spettatori sia al cinema che in libreria, come possono testimoniare il recentissimo Dark Skies ed il più datato L’acchiappasogni di Stephen King, di cui vi ho parlato qualche tempo fa. Un accostamento che non nascondo di gradire, sia per tematiche che per possibilità illimitate per quanto riguarda trama e scene clou. Un accostamento difficile da rendere, dato che il rischio di ricadere nella noia e nel già visto è sempre dietro l’angolo. Con un po’ di titubanza, ma molta speranza, inizio dunque a vedere questo film, ancora inedito in Italia.

skinwalker-ranch-poster-2Skinwalker Ranch è un film low cost uscito il 30 ottobre negli USA, proiettato in qualche cinema preselezionato e distribuito on demand. Non è ancora prevista un’uscita nei cinema nostrani, ma non mi sorprenderei di vederlo in programmazione tra un annetto, dato che il film è molto interessante ed è stato accolto in patria da un grande successo di pubblico e critica. Per il momento accontentatevi di trovarlo sulla rete in lingua originale e sottotitoli.

Una storia di rapimenti alieni, ma non solo. Un bel minestrone che mescola fantascientifico e paranormale. Il primo paragone che salta all’occhio è sicuramente quello con Paranormal Activity, essendo anche Skinwalker Ranch girato tramite le fin troppo abusate telecamere di sorveglianza/telecamere a mano. Una scelta che però in questo caso merita di più che in film osceni come L’Ultimo Esorcismo o soporiferi come la gran parte dei Paranormal. Le immagini sono infatti girate da una troupe attrezzatissima di ricercatori e risultano di grande qualità, nitide e in grado di non lasciare lo spettatore col mal di testa. Ma andiamo per ordine.

Partiamo dal titolo. Skinwalker Ranch è un luogo realmente esistente, che si trova nello Utah. Territorio che gli indiani considerano maledetto e a cui non si avvicinerebbero nemmeno se avessero il permesso di costruirvi un casinò. Gli skinwalker, secondo la mitologia nativo-americana, sono degli esseri sovrannaturali, molto simili ai licantropi. A differenza dei loro simili più noti, gli skinwalker possono trasformarsi in qualunque momento (senza attendere la luna piena) e questo processo li porta ad assumere totalmente le sembianze animali, senza mantenere un’andatura eretta. Questo Skinwalker Ranch è famoso tra i complottari di tutto il mondo per essere uno dei luoghi con maggiori avvistamenti collegabili agli ufo all’attivo. Mutilazioni di animali, graffiti di identità sconosciuta, dischi volanti che volano, dischi volanti che precipitano, dischi volanti che non fanno nulla, ecc.. Da queste storie prende il via l’inquietante trama di questo film.

Dopo il classico inizio con scritte bianche su sfondo nero, che riportano ciò che ci apprestiamo a vedere ad una storia vera (almeno quanto gli incontri di Daniele Bossari coi fantasmi in Mistero), si parte con un video amatoriale, in cui un ragazzino scompare sotto gli occhi dei genitori, accecati da una forte luce blu. Video che poteva essere fatto sicuramente meglio, ma che introduce bene la pellicola.

Qualche mese dopo un gruppo di ricercatori dell’MDE (che non so se esista veramente, ma dovrebbe trattarsi di un’associazione che ricerca fenomeni paranormali e tenta di filmarli, in verità senza troppo successo) si stabilisce nel ranch precedentemente abitato dal ragazzino scomparso. La madre di quest’ultimo ha dato di matto e l’unico rimastovi è il padre, che tra un evento paranormale e l’altro non si è ancora rassegnato alla scomparsa del figlio.

Il nostro gruppo è ben assortito: un capoccia, un reduce dell’afganistan, una veterinaria esperta in mutilazioni animali, un capo della sicurezza, un tecnico e un simpatico cameramen. Il loro obiettivo è girare una bella trasmissione sul paranormale, farci qualche soldo, sperare di trovare qualcosa, farsi una bella vacanza e poi magari trovare anche il bambino scomparso.
Molti componenti del gruppo sono scettici, non essendo mai riusciti a mettere le mani su qualcosa di veramente paranormale. Beh, si dovranno ricredere. Sarà l’inizio di un soggiorno da incubo nel ranch, costantemente sotto attacco di misteriose forze e strane apparizioni notturne. L’indagine si trasformerà in un massacro.
Skinwalker-ranch-children-alienUn film che sarebbe riduttivo catalogare come fantascientifico o riguardante gli alieni. Questi rappresentano solo l’elemento ultimo, verso cui si catalizzano tutti gli aspetti di quel minestrone a cui vi avevo accennato, con elementi cari alle pellicole paranormali, al thriller sovrannaturale, alle possessioni e alle leggende dei pellerossa.
In cabina di regia troviamo l’esordiente Devin McGinn, già visto come attore in qualche serie tv, che dirige un cast non certo stellare, ma nemmeno spiacevole. Gli attori principali sono (se i nomi possono dirvi qualcosa) Taylor Boseman, Steve Berg, Michael Black e lo stesso Devin McGinn. Le telecamere, come già accennato, in questo caso sono gradite, perchè riescono a dare immagini di una certa qualità e hanno un loro perchè, riuscendo a trasmettere allo spettatore il senso di impotenza che i protagonisti sentono per tutta la pellicola, dispersi nell’altopiano dello Utah, fuori dalla civiltà e circondati da creature non certo amichevoli. Un film che per l’ambientazione, la varietà dei temi trattati (c’è pure un lupo enorme che sembra uscito da Lo Hobbit, giusto per rimandare agli skinwalker) e la presenza di bambini rapiti ed entità paranormali, ricorda vagamente L’Estate Della Paura di Dan Simmons, che casualmente ho letto e recensito pochi giorni fa. Con quest’ultimo romanzo condivide pure il finale a dir poco caotico, in cui lo spettatore è trascinato a forza.

Nel corso della pellicola abbiamo a che fare con diverse scene interessanti, capaci di stuzzicare la curiosità dello spettatore, riprendendo bene molte caratteristiche del thriller sovrannaturale, che altri film girati in questo modo (mi riferisco sempre a Paranormal e a L’ultimo Esorcismo) non riuscivano a rendere al meglio. La prima parte è però decisamente deficitaria di azione e morti spettacolari (in un horror un po’ di sangue è sempre ben accolto). Questo deficit viene ampliamente ricoperto dall’ultima mezz’ora di film (durata totale un’ora e quindici minuti circa), in cui l’aspetto thriller lascia decisamente spazio a quello horror. Un massacro abbastanza ben orchestrato, ma anche caotico. Bella la trovata del filmato d’epoca, del quale anticipo solo la paternità della svolta horror del film. Finale abbastanza scontato, che arriva in un attimo e lascia un po’ sconcertato lo spettatore, anche in questo caso si poteva fare di meglio. Sicuramente le sequenze dedicate ai titoli di coda lasciano spazio a varie interpretazioni sulla natura degli alieni, parlando di una sorta di Triangolo Delle Bermuda nello Utah e di passaggi tra varie dimensioni, teoria che mi era io stesso fatto durante la visione, e che spiegherebbe bene l’accostamento paranormale/fantascientifico.

Skinwalker-ranch-trailer-filmUn film che, come Dark Skies, farà la gioia dei complottari e degli appassionati del paranormale. Lasciando però qualche briciola anche a chi ama l’horror sotto altri aspetti. Non disdegnatelo solo per la presenza delle telecamerine (che molti odiano, me compreso), dato che il risultato è ben diverso da quello ottenuto da altri predecessori. Un’ottima dose di inquietudine e scenografie ben ponderate. Non certo un capolavoro dell’horror, ne tantomeno del fantascientifico, ma certamente un film piacevole da vedere.

Attendiamo dunque notizie sulla possibile uscita in Italia, che sarò ben lieto di darvi prossimamente.

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