Smiley

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SmileyMe ne avevano parlato malissimo, le recensioni erano tra le più negative della storia, ma ho voluto vederci chiaro. Così a mio rischio e pericolo, dopo aver firmato un’assicurazione sulla noia, ho deciso di guardarmi questo Smiley, film horror americano uscito in patria nel 2012 in formato On Demand e Streaming Gratuito. Eh sì, so cosa state pensando: quando una cosa esce gratis e raccoglie critiche pesantissime dev’essere proprio il peggio del peggio. Ma al peggio non c’è mai limite e per non farci mancare niente in Italia abbiamo deciso di farlo uscire addirittura nelle sale cinematografiche con il solito annetto di ritardo. Incredibile che film del genere vengano passati con grande pubblicità e spacciati come horror dell’anno, mentre altri ben più meritevoli escano in ritardo o censurati o senza pubblicità o tutte le cose assieme. Bene, chiudo questa polemica e via a parlarvi del film, che come avrete forse intuito mi ha fatto davvero pena (per non essere volgari).

C’è un motivo dietro a questa grande pubblicità e a questa inaspettata uscita cinematografica: il vile denaro, e cosa se no? Smiley infatti è uno di quei film che la critica massacra, ma che puntualmente fanno incassi più che dignitosi al botteghino. Non per gli effetti speciali (assenti), per gli attori cool (manco a parlarne), per lo splatter spregiudicato (solo qualche goccia di sangue) e nemmeno per gnocca sparata come se piovesse (oddio, si parte con un paio di chiappe in bella mostra, ma poi nulla più). Smiley è uno di quei film che tirano un sacco tra i ragazzini di età compresa tra i 14 e i 16 anni, che migrano a frotte verso le mode del momento, guidati dal passaparola sociale e facilmente impressionabili, che probabilmente hanno gradito questo film molto più di me. Okay, questi ragazzi saranno quelli che tra qualche anno non avranno paura a vedere qualche horror serio, magari qualcuno si spingerà pure a The Human Centipede, e ricordandosi Smiley si faranno due risate. Smiley è un horror fatto apposta per gli adolescenti, che riprende tutte le tematiche care ai giovani appasionati delle commedie demenziali americane: party, vita nei college, Chatroulette, ragazzi, sballo ecc…

Smiley è un serial killer che sembra uscito direttamente da una leggenda metropolitana. Richiamarlo è semplice: basta scrivere in chat tre volte “I did it for the lulz” e questo compare alle spalle della vittima, sgozzandola con un coltello (non aspettatevi sangue a fiumi però, solo qualche goccina. Giusto per cominciare a far scorrere un po’ di Borgogna, come direbbe Jonesy nell’Acchiappasogni di Stephen King).smiley-2

Ashley è una ragazzina mentalmente disturbata (soffre del bipolarismo che va tanto di moda in questo periodo, vedi Il Lato Positivo o Il Richiamo Del Cuculo), con un padre che sembra uscito da una puntata di Beutiful, che si trasferisce a casa di una coetanea per iniziare il college. Ashley è molto timida e si presta facilmente al ruolo della classica sfigatella che poi diventerà principessa del ballo nelle commediole americane. Qui però non aspettatevi un lieto fine. La ragazza farà la conoscenza di Smiley tramite alcuni amici che frequentano la sua coinquilina. Sarà l’inizio di un’ora e mezza di paranoia e indagini per far luce sulla verà identità del killer, che ha la partiolarità di avere le palpebre cucite e la bocca a mostrare un eterno sorriso sfigurato.

L’idea di fondo è banale e già vista e stravista. Una versione moderna e da ragazzini di The Ring, solo che il brivido che caratterizzava quest’ultimo in Smiley non è che un lontanissimo ricordo. Anche la pensata del dire tre volte una frase per richiamare la presenza demoniaca di turno è superabusata, cito Paranormal Activity 3 giusto per fare un esempio. La novità più intrigante potrebbe essere quella delle caratteristiche del serial killer, ma la maschera è fatta davvero male e sembra un prosciutto ripieno ricucito in maniera grossolana. Il regista cerca di inserire senza troppa convinzione le classiche scene da colpo secco, abusate in film come Paranormal Activity o varie pellicole sulle entità paranormali. Il risultato però è ridicolo, dato che nemmeno queste quattro cinque o sei scene riescono ad ottenere l’obiettivo desiderato. Un vero disastro, aggiungendo che certi film horror scadenti per lo meno risultano alla lunga demenziali e divertenti. Smiley neppure questo. Anche il finale è agghiacciante, prevedibilissimo e senza senso, con l’ultima scena messa li tanto per dare possibilità di un malaugurato sequel.

smiley-2012-L-oWwvJGPer completare la lista degli orrori aggiungiamoci un cast che sicuramente rappresenta l’aspetto più spaventoso del film. Il ragazzo nerd ed il suo alterego figo sono odiosi, con un livello di recitazione imbarazzante (ma anche il doppiaggio non aiuta), l’amica di Ashley è pessima, soprattutto nelle scene finali. L’unica che si salva è la ragazza che muore nella prima scena, perchè di lei ricordiamo solo i cortissimi pantaloncini ed il primo piano sul sedere (a proposito, anche la prima scena alla luce del proseguo degli eventi diventa priva di senso). L’apice della tristezza la raggiungiamo col personaggio del professore, odioso a livelli massimi. Le sue scene servono solo ad abbassare il ritmo (già blando) e ad inserire frasi e pensieri sconclusionati e senza senso, buoni per ipnotizzare un pubblico disattento ed allungare un poco il film.

Unica nota postiva è (attenzione, miracolo) l’attrice protagonista, la sconosciutissima Caitlin Gerard. Perfetta per la parte della schizzata, un po’ meno per quella della ragazza svampita. Ha una buona mimica facciale e si lascia guardare. Una critica: in certe scene ha un davanzale pushuppato a livelli astronomici, in altre quest’ultimo decade sotto l’implacabile azione della P=m*g. Un minimo di coerenza.

Tiriamo le somme: a mio parere candidato come peggior film dell’anno, la concorrenza non manca, ma se dobbiamo dare un favorito… Sono vicino a coloro che hanno speso dei soldi per andare a vederlo al cinema. Una birra (o magari due) sarebbe stato un investimento più soddisfacente. Resta la grande amarezza per la nostra distribuzione cinematografica, già colma di problemi, che preferisce investire su film di contenuto così scarso rispetto ad altri che avrebbero sicuramente voti migliori. Un’ultima considerazione: i film horror (nonostante nell’ultimo periodo sia uscito qualche titolo carino) stanno allineandosi agli standard dei film di guerra. Troppo poche uscite decenti e troppe idee senza senso o rese male. Registi hollywoodiani: è così difficile realizzare un film horror decente nel terzo millennio?

Se siete arrivati a leggere fin qui meritate un premio: ricordate quando ho detto che la cosa più spaventosa del film era il cast? Scherzavo. Tutto lascia presagire che avremo uno Smiley 2. Preparatevi a tremare.

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