La Cosa Sulla Soglia – H.P. Lovecraft

La Cosa Sulla Soglia – H.P. Lovecraft 4.00/5 (80.00%) 1 vote

la morte alataDopo qualche tentennamento di troppo decido di buttarmi su Lovecraft, autore considerato come uno dei maggiori esponenti della letteratura horror e precursore del genere fantascientifico, che purtroppo conosco solo in maniera lacunosa ed indiretta, almeno fino ad oggi. Da qualche parte bisognerà pure iniziare e scegliere nel vastissimo parco-opere di Lovecraft può essere difficile. Decido dunque di affidarmi alla raccolta Tutto Lovecraft, componente ben 12 libri ed edita da Fanucci tra il 1987 ed il 1981. Siccome partire dall’inizio non fa comunque per me prendo in mano il quinto capitolo di questa collana: La Morte Alata.

Oltre a numerosi extra (scambi epistolari dello stesso Lovecraft e commenti molto interessanti da parte di esperti del genere) il volume (pubblicato nel 1988) comprende:

lovecraft-cosa sulla sogliaLa Cosa Sulla Soglia è un racconto appartenente al Ciclo Di Cthulhu, nome col cui familiarizzerò molto nei prossimi giorni. Questa è la trama: Daniel Upton ci racconta le singolari vicende dell’amico Edward Derby, scrittore appassionato dell’occulto, i cui interessi lo porteranno dritto nelle braccia di Asenath Waite, donna altrettanto particolare che sembra possedere qualche potere oscuro. Novella strega o solamente una ragazza dalle abitudini un po’ strane? Asenath è figlia di Ephraim Waite, recentemente defunto e su cui si raccontano storie da brivido. L’influenza della donna si farà sentire in maniera prepotente su Edward, facendo preoccupare immensamente Daniel, testimone di qualche episodio inspiegabile che coinvolge la coppia e confessore impotente dell’amico, il quale lo metterà al corrente dei tentativi della moglie di entrare con la forza nella sua mente ed impossessarsi del suo corpo.

Qual’è la vera natura di Asenath? Quali sono i suoi veri rapporti con il defunto padre? Chi o Cosa è la “Cosa sulla soglia”?

Vi sono orrori che varcano i confini della vita e di cui non sospettiamo l’esistenza, ma che talvolta la perversa curiosità dell’uomo richiama entro la nostra sfera.

Una storia da brivido, che colpisce i nuovi lettori di Lovecraft (come me) innanzitutto per la sua collocazione temporale. Il racconto risale al lontano 1937, ma non mi stupirebbe trovarlo nelle nuove uscite di Agosto 2014. In quanto a temi e modo di trattarli, Lovecraft si può certamente definire un precursore e non mi sorprende la sua capacità di influenza nei confronti di una intera generazione di scrittori del genere (uno su tutti Stephen King, che sembra prendere molto ad ispirazione il predecessore, mentre personalmente non ho potuto non ricondurre il concetto di “qualcosa che viene da fuori, dall’esterno” a quanto letto in Niceville di Carsten Stroud). Atmosfere cupe che ben si delineano nella mente del lettore grazie a descrizioni precise, ma non logoranti. Impatto fotografico notevole. Personaggi appartenenti ad un’epoca ormai passata, ma per questo ancor più inquietanti per il lettore moderno. Asenath è uno dei rarissimi personaggi femminili presenti all’interno delle opere di Lovecraft, ma l’apparenza può ingannare ed è chiaro che qualcosa si nasconda dentro il corpo di questa ragazza dagli interessi un po’ troppo particolari.

Il nuovo lettore di Lovecraft rimane certamente colpito di fronte a questo racconto e a tutte quelle cose, entità, nomi con i quali può cominciare a prendere confidenza e che reincontrerà più avanti nelle altre opere dello scrittore. Un buon antipasto insomma, che finisce in classico stile Lovecraft, con un finale che lascia aperte varie possibilità al lettore.

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